ANGELO FRIZZO "ZALICA"

Dal notiziario 2004

Il patriarca di Malga Lora

Alpino, poeta e montanaro

Alla vigilia del secolo Angelo Frizzo, meglio conosciuto con il nomignolo di Zalica, grande patriarca di Malga Lora, festeggia il suo compleanno il primo di gennaio e, poiché è classe 1904, nel 2004 inizia il suo cammino con un’età da tre cifre: 100 anni!
E’ la memoria storica della valle dell’Agno, piena di ricordi lucidissimi della prima guerra mondiale e poi la seconda e tutto quanto è accaduto nel mondo e soprattutto nella Valle dell’Agno.
Angelo è una personalità non tanto per la sua formidabile età, ma per essersi fatto apprezzare quale fine osservatore e poeta gentile delle storie di casa nostra, del costume e dei fatti che gli sono passati sotto gli occhi in tanti anni di vita.
E poi bisogna riconoscergli quello che forse è il suo patrimonio genetico: "Sono un montanaro" - ripete volentieri ed è fiero della sua appartenenza al corpo degli alpini, sempre festeggiato dal suo gruppo di Recoaro.
Incontrare Zalica è sempre un piacere e una ricchezza perché sa offrire puntualmente aspetti interessanti tratti dalla sua lunga aneddotica e ripete con la forza di una memoria di acciaio le sue poesie. Il racconto della sua vita è come una quercia dal fusto imponente e robusto che esplode verso l’alto con una miriade di rami che disperdono nel cielo la saggezza della memoria, che si sprigiona e si lascia portare dal vento verso coloro che hanno la fortuna di bere un bicchiere di rosso assieme ad Angelo.
Sono fotogrammi incredibili, dei flash come quello memorizzato nel 1917 quando faceva il ragazzo-manovale e portava le assi di legno per costruire la strada della Gazza. "Ho visto passare il generale Luigi Cadorna... a noi ragazzi ci davano 30 centesimi al viaggio. Il soprannome Zalica deriva dal cimbro "gatolaro", cioè il salix caprea che produce in primavera le gemme pelose: i gatei.
Il ricordo delle fiammate prodotte dai cannoni sul Pasubio, verso sera era tutto un lampo e un rombo persistente. Così pure in lontananza sul Grappa che talvolta pareva un vulcano in eruzione. Nella zona della Gaza non si è mai sparato, ma c’era un via vai di alpini che salivano al passo della Lora; il confine era lungo il Plische. Nei suoi racconti, il ricordo anche di Gino Soldà, che durante il secondo conflitto mondiale era comandante partigiano, braccato dai nazi-fascisti.
Una sera gli consigliò di rifugiarsi sul Fumante e gli prestò due coperte. Proprio quella note ci fu un rastrellamento che la celebre guida alpina evitò grazie al consiglio di Zalica.
Terminata la guerra, Angelo fu eletto consigliere comunale con il sindaco Pietro Maltauro, poi fu dipendente delle Terme. Sposò Lucia Piccoli che gli è mancata due anni fa. Gli sono vicini i figli Ancilla, Domenico, Giovanni e Renzo. Poeta apprezzato e vero, con l’immediatezza del linguaggio dialettale e la capacità di mettere in versi cose vere: "Recoaro non ha argento ed oro, ma l’acqua Lora la vale un tesoro".
Angelo Frizzo è soprattutto un montanaro che ama le Piccole Dolomiti, che sono state tutta la sua esistenza. Si rammarica di vedere i monti e i pascoli che un tempo erano giardini, ora siano infestati da sterpaglie e da una vegetazione aggressiva. Si guarda attorno e pensando che alle spalle ha un secolo di vita, ha la serenità di pensare al futuro con la saggezza che gli è tipica: "Credo in Dio e confido in lui".

Luigi Centomo

LA CIAMADA DE MARSSO

Eco el montanaro stravagante

ma co’ l’aria pì sincera

vien xo dai monti tuto festante

a ciamar la primavera.

Il presidente C.A.I. Valdagno appunta il distintivo a Angelo.

Vien marsso tra soni e canti

pane pace e fradelanssa

i montanari te saran tuti festanti

co’ la loro vecia usanssa.

 

Vien marsso co’ pì radioso sole

e distenpera i siberiani venti

fa si sbociar le prime viole

so le sponde dei torenti.

 

Cancela le bianche falde nevose

e i nostri bei coli fa verdegiar

e le tante man da tenpo inoperose

fa che torna sui canpi a lavorar.

 

Vien marsso co’ i bocioleti novi

come bramosi de sbociar el fiore

e in tuti i cuori te rinovi

fede speranssa e amore.

Angelo Frizzo

Dal notiziario 2004

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