RICORDANDOTI

Dal notiziario 2006

Ci troviamo a scrivere qualcosa per ricordarti. I discorsi partono piano perché ci fanno rivivere il dolore per la tua scomparsa, ma poi si animano ricchi di tutti i bei momenti trascorsi assieme.

Ci siamo conosciuti quando avevi sedici anni e ci ha colpito subito la tua passione per la montagna. Avevi già letto tutto quello che ti era capitato tra le mani ed eri impaziente di iniziare il corso di alpinismo.

Riccardo Visonà Dalla Pozza.Dopo il corso ti abbiamo portato ad arrampicare ed eri un po’ impacciato, ma non ti è servito molto per superare i tuoi maestri.

Di lì in poi è stato un continuo crescere e farci crescere, sia alpinisticamente sia in amicizia: dalla serietà e competenza delle tue lezioni di alpinismo alla gioia delle risate a fine serata davanti ad un buon bicchiere di birra.

Durante il militare hai avuto modo di vedere posti nuovi ed incontrare nuovi amici, tra tutti Massimo, ora in cordata con te. Ci hai insegnato: nessuno può dare del codardo ad un alpinista perché rinuncia alla sua impresa e nessuno può dargli del matto se accetta i rischi di una sua scelta quando questo li ha preventivamente considerati.

La tua passione ed il tuo dinamismo ti portavano a cercare e a vedere vari aspetti dell’alpinismo: dal boulder alle grandi vie, dal ghiaccio alla quota e ultimamente le solitarie.

Con grande determinazione hai preparato il tuo percorso alpinistico. È cosa rara in un ragazzo di vent’anni cercare di dare un senso alle proprie azioni ma tu avevi questa sensibilità, oltre ad avere la generosità, la forza di un grande uomo, la stessa sensibilità che abbiamo potuto apprezzare incontrando i tuoi genitori, cui saremo sempre grati per il messaggio di affetto e di amore per la vita che ci hanno regalato.

Tu eri e resterai un nostro grande amico, Riccardo, con un gran cuore, sempre disponibile e allegro.

Quello che ci sentiamo di fare ora è continuare a dare un senso a ciò che aveva senso per te e far si che questo dolore, che pur ci ha segnati indissolubilmente, non cambi volto improvvisamente alla montagna, agli occhi di chi, assieme a te, l'ha vissuta e amata profondamente.

Vogliamo portare il tuo ricordo su tutte le cime che riusciremo a raggiungere, il ricordo dei tuoi occhi verde bosco, del tuo sguardo reso ancora più intenso e vivace dalle lunghe ciglia scure, che non riusciva del tutto a nascondere la timidezza dei tuoi ventidue anni, il ricordo della tua simpatica risata, della tenerezza con cui scherzavi, e con cui spesso ci trattenevi regalandoci la tua compagnia.

Questo e molto altro sei e sarai sempre per noi Riccardo.

Dal notiziario 2006 

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