E’
stato un anno importante per i risultati ottenuti dagli alpinisti
vicentini sulle montagne del mondo. Oltre alle citate spedizioni al Mc
Kinley e al Gasherbrum II, il nostro socio Andrea Sartori ha tentato di
salire il Cho Oyu, rinunciando per le proibitive condizioni meteo.
Abbiamo
avuto nostri graditi ospiti i partecipanti delle due spedizioni
Himalayane, i quali ci hanno raccontato la loro esperienza con filmati e
diapositive.
Al
loro ritorno, hanno dato testimonianza delle loro avventure alpinistiche
mostrando spesso la vita di quelle popolazioni, le difficoltà
quotidiane, la trepidazione dell’attesa, la speranza di avere un cielo
azzurro per scattare verso la vetta, ma anche la malinconia dei lunghi
giorni di attesa, la sofferenza di un ambiente severo e ostile e il
timore di vedere tanto impegno divorato dalle circostanze avverse.
Il
galante omaggio alla conquista femminile del Gasherbrum II riassume la
gratitudine alla spedizione in cui erano presenti, tra gli altri,
Mariano Storti e Claudio Pellizzari. E’ proprio al fortissimo Claudio
che va riconosciuto il determinate ruolo di battipista nella difficile
ascensione, durante la quale ha dato tutte le sue energie, contribuendo
a delineare i presupposti del successo, che poi è arrivato con la
conquista della vetta. Mettiamo in evidenza le straordinarie
performances di Cristina portabandiera dell’alpinismo della nostra
vallata.
ALPINISMO
CON... SENTIMENTO
Cristina
Castagna, con la sua straordinaria attività alpinistica a livello
internazionale, ha onorato lo sport italiano. Rappresenta
l’indiscutibile valore dell’altra metà del cielo, il pianeta donna,
che può ostentare una rappresentante di grande spessore atletico, senza
mettere in secondo piano
l’aspetto umano.
Sanquirichese
doc, figlia di Agostino e Ada Santagiuliana, Cristina, da quattro anni,
è infermiera professionale nel reparto di terapia intensiva e
rianimazione dell’ospedale “San Bortolo” di Vicenza. Grazie a
questa sua attività professionale, nel 1999 ha partecipato
all’operazione “Veneto Arcobaleno” in Albania, nell’assistenza
sanitaria e logistica dei profughi e degli sfollati a seguito della
guerra nei Balcani.
Il
curriculum alpinistico è lunghissimo; ma bastano pochi riferimenti per
delineare i contorni di una vera regina degli ottomila. Nel 2003 ha
completato l’ascensione dell’Aconcagua (Argentina), di 6962 metri.
Lo stesso anno ha partecipato alla spedizione sull’Everest e, seppur
non arrivando in vetta, conquistata dal compagno di spedizione Mario
Vielmo di Lonigo, raggiunge da sola i 7800 metri conquistandosi il
titolo di Reginetta del Colle Nord. L’anno seguente, nel 2004
partecipa alla spedizione con meta il Shisha Pangma, giungendo in vetta
a 8086.
E’
stata la prima vicentina a raggiungere gli 8000 e la più giovane
alpinista italiana a superare quel limite. Infine, il 22 luglio 2005,
con Mario Vielmo e l’austriaca Gerlinda Kaltenbrunner, ha conquistato
il Gasherbrum II di 8035, in Pakistan.
Se
di grande prestigio e anche motivo di orgoglio è vedere le foto di
Cristina in vetta agli 8000 con il mondo sotto i piedi, non di minore
valore sono le lacrime provocate dalla stanchezza e dalla necessità di
decidere di tornare indietro, come è avvenuto sul Colle Nord
dell’Everest.
Alpinismo,
sì; ma con umanità e sentimento.
Luigi Centomo.