La
mia capacità di apprezzare la montagna si è affinata quando ho
iniziato ad andare in campeggio con il CAI (Club Alpino Italiano) dove
mi hanno insegnato meglio a rispettarla ed apprezzarla.
Prima dell’avventura in campeggio, disprezzavo molto l’ambiente,
buttando sassi giù per i sentieri o strappando fiori o altre erbe
selvatiche.
La prima volta che andai a dormire in un rifugio di alta montagna,
riposai poco, perché ero molto agitato e la mattina mi alzai prima dell’alba.
Non riuscii più a prender sonno, così mi misi a guardare attraverso le
finestre della mia camera il paesaggio prima del "risveglio"
del sole; c’era pace e tranquillità, gli animali erano ancora nelle
loro tane.
Aprii la finestra; l’aria era gelida, ma ben presto cominciò a
riscaldarsi perché il sole stava sorgendo; le montagne erano stupende,
illuminate dai primi raggi di sole che davano una leggera sfumatura
rossa ad ogni cima.
Anche gli animali si erano svegliati e le prime aquile avevano spiccato
il volo nel cielo che non presentava alcuna nuvola.
La mia curiosità arrivò al punto di uscire dal rifugio per osservare
meglio il paesaggio circostante.
Uscito dalla porta della mia camera, facendo molto silenzio, sgattaiolai
giù per le scale e mi precipitai all’ingresso principale. Da fuori si
poteva osservare e scrutare ogni minimo particolare. Puntai lo sguardo
su una cima che mi attirava più delle altre.
Era bellissima: la sua sommità era spolverata di neve che illuminata
dal sole sembrava uno stupendo cristallo bianco di altissimo valore.
Capii che la montagna nascondeva segreti e bellezze che solo con
pazienza e rispetto potevano essere svelati o scoperti.
Grazie alle giornate trascorse in montagna sono diventato più serio e
responsabile nell’affrontare la vita di tutti i giorni e sono cambiato
anche nel carattere.
Filippo Gelai Classe 2a Media