Una notte in rifugio

Dal notiziario 2005

Dopo la notte in rifugio a Cima Collecchio.La mia capacità di apprezzare la montagna si è affinata quando ho iniziato ad andare in campeggio con il CAI (Club Alpino Italiano) dove mi hanno insegnato meglio a rispettarla ed apprezzarla.
Prima dell’avventura in campeggio, disprezzavo molto l’ambiente, buttando sassi giù per i sentieri o strappando fiori o altre erbe selvatiche.
La prima volta che andai a dormire in un rifugio di alta montagna, riposai poco, perché ero molto agitato e la mattina mi alzai prima dell’alba.
Non riuscii più a prender sonno, così mi misi a guardare attraverso le finestre della mia camera il paesaggio prima del "risveglio" del sole; c’era pace e tranquillità, gli animali erano ancora nelle loro tane.
Aprii la finestra; l’aria era gelida, ma ben presto cominciò a riscaldarsi perché il sole stava sorgendo; le montagne erano stupende, illuminate dai primi raggi di sole che davano una leggera sfumatura rossa ad ogni cima.
Anche gli animali si erano svegliati e le prime aquile avevano spiccato il volo nel cielo che non presentava alcuna nuvola.
La mia curiosità arrivò al punto di uscire dal rifugio per osservare meglio il paesaggio circostante.
Uscito dalla porta della mia camera, facendo molto silenzio, sgattaiolai giù per le scale e mi precipitai all’ingresso principale. Da fuori si poteva osservare e scrutare ogni minimo particolare. Puntai lo sguardo su una cima che mi attirava più delle altre.
Era bellissima: la sua sommità era spolverata di neve che illuminata dal sole sembrava uno stupendo cristallo bianco di altissimo valore.
Capii che la montagna nascondeva segreti e bellezze che solo con pazienza e rispetto potevano essere svelati o scoperti.
Grazie alle giornate trascorse in montagna sono diventato più serio e responsabile nell’affrontare la vita di tutti i giorni e sono cambiato anche nel carattere. 

Filippo Gelai Classe 2a Media

Dal notiziario 2005 

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