Dal notiziario 2003

IL NOSTRO RIFUGIO

 

Il 28 giugno 2002 è ricorso il cinquantesimo dell'inaugurazione del ricostruito rifugio Cesare Battisti alla Gazza, dopo che ignoti vandali lo avevano dato alle fiamme nell'estate del 1945.
Ricordando tale evento, ecco una breve storia del nostro Rifugio.
Costruito negli ultimi anni dell'ottocento come casermetta della Regia Guardia di Finanza, faceva parte di una serie di costruzioni allineate lungo la linea di confine, che, dopo l'annessione del Lombardo-Veneto al Regno d'Italia nel 1866, passava dov'è ora il confine con il Trentino, appartenente allora ancora all'Impero Asburgico.Marronata al Rifugio.
Finita la Grande Guerra tutte queste caserme persero il loro valore strategico ed il Demanio decise di disfarsene cedendole di preferenza ad associazioni di alpinisti, a cacciatori, a pastori. Così nel 1922 la Società Sportiva Pasubio di Valdagno venne in possesso del rifugio, che fu riadattato allo scopo e gli fu assegnato il nome attuale, Cesare Battisti, in ricordo del martire trentino che i Valdagnesi avevano conosciuto durante la guerra per i suoi interventi a Valdagno.
Come già detto, nell'estate del 1945 vandali rimasti ignoti lo diedero alle fiamme; nel '51 fu ricostruito e in occasione della ricorrenza annuale nel ricordo dei caduti in montagna Orsini, Sandri e Menti il 28 giugno 1952 fu inaugurato alla presenza di un folto gruppo di alpinisti. Il rifugio era di proprietà della Manifattura Marzotto, che lo aveva dato in gestione al proprio C.R.A.L. Aziendale ed è in questo periodo che in Sezione s'inizia a pensare all'acquisizione. Fu interpellata la Sede Centrale, la quale rispose picche il 12 febbraio 1955, non ravvedendone le idoneità alpinistiche perché raggiungibile da strada camionabile. L'allora presidente della Sezione CAI di Valdagno, Romano Basso, non si diede per vinto e indisse una raccolta di denaro per l'acquisto (lire 4.500.000 dell'epoca), ma il 23 dicembre giunse un'ulteriore risposta negativa. Il Consiglio non si scoraggiò e l'8 maggio 1956 concluse un accordo di affitto con il C.R.A.L. (lire 120.000 per l'affitto, ricevendo dal C.R.A.L. lire 18.000 come contributo per le attività in comune).
Il 23 ottobre dello stesso anno fu firmato il preliminare di acquisto (una clausola prevedeva che tutto il materiale alpinistico passasse al CAI), ma bisognò aspettare ancora per molto il via libera dalla Sede Centrale.
Per inciso va ricordato che nel 1962, in occasione del centenario del CAI nazionale, il presidente G.P. Tassi nella sua relazione lanciò l'idea "di studiare la concreta possibilità di realizzazione di una cappella votiva, alla Gazza, per ricordare i caduti della montagna;...".
Finalmente nel 1963, vinte almeno in parte le resistenze della Sede Centrale, che dichiara di non concedere alcun contributo all'acquisto, si formalizza l'atto di vendita dopo che un'assemblea straordinaria il 21 settembre si pronuncia positivamente; il 7 ottobre il segretario Gastone Benetti informa il presidente della Commissione Rifugi dell'avvenuto acquisto. Nello stesso anno, il 10 luglio, il vescovo della diocesi di Vicenza, Carlo Zinato, autorizzava la costruzione della chiesetta su progetto dell'arch. Zamperin sul rilievo roccioso di fianco il rifugio su terreno offerto dalla famiglia Fioraso. La chiesetta verrà inaugurata solennemente il 5 agosto 1965.
La Sezione ha finalmente raggiunto lo scopo, ma con l'acquisto arrivano anche gli impegni continui nella manutenzione del rifugio; la mancanza di un acquedotto risulta essere un grave handicap, nelle relazioni all'assemblea se ne parla quasi ogni anno. Vediamo solamente in questi ultimi anni quali sono stati gli impegni maggiori:
1992 - i fratelli Preto risolvono con una guaina le infiltrazioni di pioggia del tetto. Viene installata la nuova stufa in maiolica.
1993 - sostituzione dei serramenti dei locali del piano terra con altri forniti di vetrocamera.
1995 - per scoraggiare episodi di vandalismo, vengono rinforzati i serramenti esterni del pian terreno. A fine estate si sostituiscono le grondaie e si esegue la manutenzione del tetto in lamiera, dapprima con un convertitore di ruggine e successivamente con la stesa di una resina; è seguita poi la tinteggiatura dell'intero edificio.
1996 - inizia l'adeguamento dell'impianto elettrico secondo le nuove norme. Nuovi lavori interessano l'interno: nell'ingresso nuove panche e appendiabiti, ripristinato il WC tra 1° e 2° piano, nuove docce.Rifugio C. Battisti alla Gazza.
1997 - viene costruita la legnaia all'esterno del rifugio. All'adeguamento dell'impianto elettrico si accompagna il sistema di rilevamento fumi come prevenzione antincendio.
1998 - il rifugio viene dotato della nuova scalinata con relativo parapetto in castagno.
1999 - si risolve un problema che affigge il rifugio sin dalla nascita: un acquedotto porta l'acqua corrente da una sorgente lontana più di 1000 metri con recupero delle preesistenti due cisterne, quella a sud come stanza di manovra, l'altra come serbatoio di recupero. In primavera si sono rifatti i serramenti esterni del rifugio. In autunno viene rimessa a nuovo la cucina con mobilia in inox.
2000 - in maggio iniziano i lavori di sostituzione della lamiera del tetto con rame e sottostante strato isolante e guaina anticondensa.
2001 - continuano gli interventi di piccola manutenzione. I posti letto sono ora 45.
2002 - vengono tinteggiati i serramenti con i colori bianco e rosso; altri lavori riguardano il terrazzino e le grondaie.

 

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 Aggiornato il: 11-12-10