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Sette protagonisti dell’alta quota. Dalla nostra
sezione e da quella di Recoaro sono partite sette persone che sono state
accomunate dallo sguardo verso l’alto, verso le grandi vette e
ciascuno di essi ha conquistato con pieno successo e soddisfazione
personale l’obiettivo prefissato. Cristina Castagna, l’infermiera
ventiseienne che ormai ha lasciato spettacolari impronte nella storia
dell’alpinismo, ha infranto il muro degli ottomila metri salendo in
vetta al Shisha Pangma con il compagno di spedizione, il leoniceno Mario
Vielmo. E’ stata la prima vicentina a oltrepassare la quota fatidica
ed è la più giovane italiana ad aver concluso con successo questo
obiettivo.
Altro
successo da parte del recoarese Mariano Storti e del maladense Andrea
Sartori, che assieme hanno salito e disceso con gli sci ai piedi il
Muztagh Ata, sperduta montagna del Pamir cinese, sulle tracce della
"Via della seta" di Marco Polo, hanno conquistato la regina
dello sci alpinismo raggiungendo la cima a quota 7560 metri. La meta
rientra nel progetto "Pianeta freerider" che si propone di
salire e di scendere con gli sci ai piedi le montagne più belle del
mondo secondo i dettami dello scialpinismo classico.
Indimenticabile anche l’esperienza di Andrea Tonin, già presidente
della nostra sezione, che assieme alla famiglia ha portato a termine il
lunghissimo trekking fino al campo base del K2, in occasione del
cinquantenario della conquista della montagna più difficile al mondo ad
opera di Achille Compagnoni e Lino Lacedelli della spedizione di Ardito
Desio.
Andrea ha trovato piena adesione da parte delle moglie Vilma e dei figli
Chiara e Simone che hanno affrontato 17 giorni di cammino, su 26 di
permanenza in Karakorum, in un ambiente di vastità impensabile e che si
perde nell’infinito, fino a piantare la tenda a 5000 metri di quota,
proprio nel campo base, sul quale incombe con tutta la sua mole la
gigantesca piramide del K2. Sono stati 210 chilometri di trekking che
hanno permesso alla famiglia Tonin di coronare un sogno e vedere la
montagna che ha affascinato gli italiani. Il loro arrivo al campo base
è coinciso con il rientro della spedizione italiana che il giorno
precedente aveva riconquistato la vetta, proprio come 50 anni prima. Una
gioia grande aver partecipato all’evento che con la messa di
ringraziamento è diventato un augurio di pace tra i popoli.
Luigi Centomo
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