Montagne di sogno

Dal notiziario 2005

Sette protagonisti dell’alta quota. Dalla nostra sezione e da quella di Recoaro sono partite sette persone che sono state accomunate dallo sguardo verso l’alto, verso le grandi vette e ciascuno di essi ha conquistato con pieno successo e soddisfazione personale l’obiettivo prefissato. Cristina Castagna, l’infermiera ventiseienne che ormai ha lasciato spettacolari impronte nella storia dell’alpinismo, ha infranto il muro degli ottomila metri salendo in vetta al Shisha Pangma con il compagno di spedizione, il leoniceno Mario Vielmo. E’ stata la prima vicentina a oltrepassare la quota fatidica ed è la più giovane italiana ad aver concluso con successo questo obiettivo.
Esperienze indimenticabili nelle dimensioni infinite.Altro successo da parte del recoarese Mariano Storti e del maladense Andrea Sartori, che assieme hanno salito e disceso con gli sci ai piedi il Muztagh Ata, sperduta montagna del Pamir cinese, sulle tracce della "Via della seta" di Marco Polo, hanno conquistato la regina dello sci alpinismo raggiungendo la cima a quota 7560 metri. La meta rientra nel progetto "Pianeta freerider" che si propone di salire e di scendere con gli sci ai piedi le montagne più belle del mondo secondo i dettami dello scialpinismo classico.
Indimenticabile anche l’esperienza di Andrea Tonin, già presidente della nostra sezione, che assieme alla famiglia ha portato a termine il lunghissimo trekking fino al campo base del K2, in occasione del cinquantenario della conquista della montagna più difficile al mondo ad opera di Achille Compagnoni e Lino Lacedelli della spedizione di Ardito Desio.
Andrea ha trovato piena adesione da parte delle moglie Vilma e dei figli Chiara e Simone che hanno affrontato 17 giorni di cammino, su 26 di permanenza in Karakorum, in un ambiente di vastità impensabile e che si perde nell’infinito, fino a piantare la tenda a 5000 metri di quota, proprio nel campo base, sul quale incombe con tutta la sua mole la gigantesca piramide del K2. Sono stati 210 chilometri di trekking che hanno permesso alla famiglia Tonin di coronare un sogno e vedere la montagna che ha affascinato gli italiani. Il loro arrivo al campo base è coinciso con il rientro della spedizione italiana che il giorno precedente aveva riconquistato la vetta, proprio come 50 anni prima. Una gioia grande aver partecipato all’evento che con la messa di ringraziamento è diventato un augurio di pace tra i popoli.

Luigi Centomo

Dal notiziario 2005 

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