La sezione per il K2

Dal notiziario 2005

G. Soldà. Calata a corda doppia.Per tutto il 2004 il pensiero del mondo alpino e delle grandi avventure sulle montagne più ardite del mondo è stato ripetutamente rivolto al K2. Non a caso, visto che proprio il 31 luglio del 2004 si è ricordato la straordinaria conquista della montagna più difficile del mondo ad opera della spedizione italiana guidata da Ardito Desio, che si è conclusa con la conquista della vetta da parte di Achille Compagnoni e Lino Lacedelli.
Per questa ricorrenza c’è stata una mobilitazione generale che ha coinvolto ampi spazi dell’opinione pubblica ed è stata celebrata nelle più svariate forme che hanno riguardato non solo l’aspetto alpinistico, ma anche quello scientifico, oltre ad iniziative di solidarietà verso quelle popolazioni che vivono all’ombra delle grandi montagne e che hanno condizioni di vita che talvolta si avvicinano a problemi delle sopravvivenza.
Significativo il ritorno in vetta, proprio nei giorni esatti della conquista di 50 anni prima, da parte della spedizione italiana guidata da Agostino Da Polenza, che tra l’altro, a fine del gennaio 2004, è venuto a Recoaro Terme con alcuni componenti la spedizione per presentare il progetto di ascensione sostenuto dal governo italiano. Erano presenti anche il vicentino Bruno Zanettin e l’altoatesino Erich Abram, che fecero parte della spedizione di Ardito Desio. In quella circostanza, ma anche in continuazione nelle trasmissioni televisive, la figura di Gino Soldà ha assunto quasi il significato di un simbolo. Infatti, la sua tenacia e la incredibile forza fisica e morale, mezzo secolo fa, l’hanno fatto diventare uno dei cardini della spedizione.

Il K2 e il ricordo di quella straordinaria avventura di mezzo secolo fa, hanno rilanciato il valore atletico e sportivo degli italiani, che allora seppero imporsi all’attenzione mondiale con un’impresa che in qualche modo ha riscattato un’Italia, uscita umiliata dalla guerra, che l’aveva messa in ginocchio.
Alla conquista del K2 ben presto fece seguito un altro miracolo italiano: il boom economico che portò la nostra nazione ad un ruolo e in una posizione tanto da meritarsi di essere annoverata tra le grandi nazioni del mondo.
Anche la nostra Sezione Cai ha voluto segnare questa circostanza con due iniziative con cui è stato ricostruito un pezzetto di storia che ci appartiene e che si è ritenuto importante fissare in modo definitivo con un volumetto e un documentario. Ambedue i lavori ruotano attorno alla figura di Gino Soldà e della conquista del K2.
Attraverso testimonianze di persone che vissero quei momenti e recuperando immagini e filmati, spesso inediti, la Sezione, proprio nell’imminenza del cinquantenario della conquista, ha messo a disposizione del pubblico i due lavori. Il primo è una pubblicazione che racchiude un centinaio di foto e il commento di una cinquantina di persone, veri testimoni di quegli anni. Si intitola "K2, cinquant’anni fa" – ricordi e testimonianze. Il documentario, prodotto sia in versione Vhs e sia in Dvd, si intitola "Cammina, cammina e cammina, dalle Piccole Dolomiti al K2".
Il libro e il film pubblicati in occasione dell'anniversario della conquista del K2.Spiace dover riferire che anche questa circostanza celebrativa è stata "disturbata" dalla polemica di Walter Bonatti, che dopo aver rinnovato le sue motivazione e la rivendicazione di meriti nel successo italiano di 50 anni fa, ha anche ottenuto il riconoscimento delle proprie ragioni, ma senza che questo abbia portato ad una riconciliazione, come auspicato dallo scrittore Rolly Marchi in una lettera aperta diffusa dai giornali nazionali.
Poi, Lino Lacedelli ha pubblicato quello che alla vigilia è stato definito un libro scoop. In realtà il volume è denso di novità, ma c’è anche una parte che riguarda Gino Soldà che ci sembra non rispondente alle caratteristiche e all’onore del nostro concittadino e che, comunque, non avremmo mai voluto leggere. Anche questo è il K2.
I nostri lavori, libretto e filmato, sono una cronaca onesta, con una connotazione locale come ci era sembrato giusto di ricordare quell’impresa, documentando non solo la storia ufficiale, ma anche ciò che è stato il K2 per la gente della valle dell’Agno.

Luigi Centomo

Dal notiziario 2005 

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