A PALLE DI NEVE SUL LAGAZUOI

Dal notiziario 2007

La pioggia era scesa copiosa quel sabato sera e al mattino ancora pioveva.

Al “Rivoli” Silvano mi fa: «’sa femo?» Ma in pullman, dopo la conta, c’è un solo assente, uno su sessantuno, la più numerosa gita dell’anno.

Ed infatti, salendo verso Agordo, il cielo si rischiara e le nubi si allontanano lasciando presagire una buona giornata.

Per il Passo Falzarego c’è da affrontare la solita galleria, ma con Renatino al volante il problema non esiste.

Arrivati al Forte dei Tre Sassi la Marmolada sembra già pronta per una discesa con gli sci, annunciando l’ormai prossima stagione invernale; peccato non ci sia Christian a vederla. I commenti si sprecano su quel panorama, ma ciò che più attira l’attenzione è ben più vicino.Prima neve lungo il sentiero dei Kaiserjàger sul Lagazuoi.

Il Lagazuoi, nostra meta di oggi, è spolverato di una soffice neve che sembra zucchero a velo, come su un dolce pronto da mangiare. Quanta ce n’è nessuno lo sa, ma l’aspetto è davvero accattivante, a conferma che con un po’ di neve le montagne diventano più belle.

Certo un po’ di preoccupazione si coglie tra i partecipanti, ma Fabio, tassativo, ordina la partenza e la lunga comitiva si srotola sul Sentiero dei Kaiserjäger austriaci. Neanche Milvio, esperto conoscitore di questi luoghi, lo conosce, forse perché solo recentemente sistemato e reso agibile a tutti.

Il sottile ponte sospeso che s’intravede più in alto attira l’attenzione di molti, ma non faccio in tempo a spiegare che ci dovremo passare proprio sopra che.. boom... la prima palla di neve mi ha già colpito.

E’ quel b....... (diciamo burlone, via) di Nicola che si diverte con la prima neve che incontra. Ed anche Filippo, giovane ma esperto tiratore, lo imita, dando il via ad una battaglia senza tregua. Ho un conto in sospeso con lui, per una certa girandola fatta esplodere in campeggio, e così rispondo alle palle di neve alimentando la battaglia tra un pubblico divertito che ogni tanto ci imita.

Alla “pausa banana” gli animi sembrano placarsi tra una foto e l’altra sotto la cresta del Lagazuoi zuccherato, in contrasto con l’intenso colore del cielo.

Per terra la neve aumenta, ce n’è una decina di centimetri, ma ormai più che preoccupare diverte. Alla fine della salita si presentano, puntuali, le regine della giornata: le Tofane. Di Rozes, di Mezzo e di Dentro, poi Fanes e Cunturines; da est ad ovest l’immensa catena sembra un tutt’uno, benché solcata dalla profonda Val Travenanzes.

Ma non faccio in tempo neanche a nominarle, quelle cime, che un bombardamento di palle di neve, maledettamente premeditato dai soliti due, mi investe senza pietà... E’ inutile, hanno vinto loro... per ora...All'interno della Galleria del Lagazuoi.

Al rifugio il tempo peggiora, ma per poco, e così si riparte per la tanto agognata galleria di guerra. La mitica lampada al carburo di Carla, cimelio compagno di tante avventure, desta subito un diffuso interesse, specie tra i più veterani del gruppo, memori del tempo in cui la usavano per “nar par corgnoi”.

Destra o sinistra? Io dico destra, ma Fabio insiste per la sinistra e tant’è; al chiarore delle lampade scendiamo nel cuore della galleria. Anche Elsa e Bruna ci accompagnano – novelle esploratrici – nei meandri sotterranei scavati dai soldati italiani novant’anni fa.

Le frequenti aperture sulla roccia sono autentiche cornici che impreziosiscono il paesaggio che si scorge all’esterno e Averau e Cinque Torri si meritano così almeno due quadri a testa.

Dopo circa 1 km, tutto in discesa, ritorniamo alla luce sulla sottostante Cengia Martini dove ci concediamo una interessante digressione prima di scendere al Passo Falzarego.

Il mio zaino rosso è ancora bagnato per le palle di neve, puzza di carburo a distanza non proprio ravvicinata, ma sono contento dell’esito dell’escursione, una delle migliori senz’altro.

                                                                                                          Giorgio Romio
Dal notiziario 2007 

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