Al notiziario 2008

LADAKH, PAESE DEGLI ALTI VALICHI

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I sei protagonisti in vista della città di Leh.

E' la regione a Nord dell'India, al confine con Cina e Pakistan, vicino al tormentato Kashmir.

Questa zona è stata aperta al turismo solo nel 1974, chiamato spesso "Piccolo Tibet" per l'affinità culturale e religiosa più con il vicino Tibet che con l'India.

L'idea di questo viaggio è nata l'inverno scorso, tra una gita e l'altra nelle nostre montagne. Il Ladakh ci affascinava sia perchè poco conosciuto, sia perchè volevamo scoprire il differente paesaggio che contraddistingue quei luoghi, incontrare genti di diversa spiritualità e religione, oltre che effettuare un trekking tentando la salita di un 6000. Si è formato quindi questo curioso ma affiatato gruppetto di persone composto da 3 ragazzi e 3 ragazze, Marco Toniolo, Roberto Boscato, Alessandro Soldà, Giovanna Novella, Marta Bevilacqua e Katia Gasparella.

Cresta in prossimità della vetta.Siamo partiti il 6 Agosto 2007 alla volta di Delhi, e quindi dopo un giorno di visita siamo volati a Leh. Leh, la capitale del Ladakh, è situata a 3500 m ed ha l'aeroporto civile piu alto del mondo. E' accessibile via terra solo da maggio a ottobre, per il resto dell'anno la neve sui passi isola completamente la regione e rende raggiungibile l'area solo per via aerea.

Leh è un labirinto di vicoli, negozi, gonpa e templi. A Leh siamo rimasti per qualche giorno, sia per visitare un po' la città, sia per acclimatarci. Dopo il primo giorno di visita guidata, abbiamo deciso di rendere più frizzante il nostro soggiorno noleggiando delle moto per raggiungere i monasteri nei dintorni.

Foto di gruppo in vetta.Leh è stato il punto di partenza del trekking, che ci ha portato in 12 giorni ad attraversare la Markha Valley e la Stok Valley, affrontando 3 valichi di oltre 4900 m e raggiungendo infine il campo base dello Stok Kangri, alto 6120 m, una delle cime principali della catena dello Zanskar. Tutti abbiamo raggiunto la vetta e da lì abbiamo potuto ammirare la catena del Karakorum e in lontananza il K2. Nonostante l'altitudine media superasse i 4500 m le temperature erano miti. Abbiamo dormito in tenda per tutto il trekking ed eravamo accompagnati da 2 guide un cuoco e 8 cavalli.

Al termine del trekking, abbiamo visitato Agra con l'imponente Taj Mahal, emblema di un'India con molti contrasti. L'impatto con questo paese è stato nel complesso forte. La povertà, la calca umana frastornata e disorientata. Il caldo, la confusione, la miseria .... ma anche i colori, gli odori, i silenzi .... tutto conquista e affascina.

Dal notiziario 2008 

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