|

E' la regione a Nord
dell'India, al confine con Cina e Pakistan, vicino al tormentato
Kashmir.
Questa zona è stata aperta al
turismo solo nel 1974, chiamato spesso "Piccolo Tibet" per l'affinità
culturale e religiosa più con il vicino Tibet che con l'India.
L'idea di questo viaggio è
nata l'inverno scorso, tra una gita e l'altra nelle nostre montagne. Il
Ladakh ci affascinava sia perchè poco conosciuto, sia perchè volevamo
scoprire il differente paesaggio che contraddistingue quei luoghi,
incontrare genti di diversa spiritualità e religione, oltre che
effettuare un trekking tentando la salita di un 6000. Si è formato
quindi questo curioso ma affiatato gruppetto di persone composto da 3
ragazzi e 3 ragazze, Marco Toniolo, Roberto Boscato, Alessandro Soldà,
Giovanna Novella, Marta Bevilacqua e Katia Gasparella.
Siamo
partiti il 6 Agosto 2007 alla volta di Delhi, e quindi dopo un giorno di
visita siamo volati a Leh. Leh, la capitale del Ladakh, è situata a 3500
m ed ha l'aeroporto civile piu alto del mondo. E' accessibile via terra
solo da maggio a ottobre, per il resto dell'anno la neve sui passi isola
completamente la regione e rende raggiungibile l'area solo per via
aerea.
Leh è un labirinto di vicoli,
negozi, gonpa e templi. A Leh siamo rimasti per qualche giorno, sia per
visitare un po' la città, sia per acclimatarci. Dopo il primo giorno di
visita guidata, abbiamo deciso di rendere più frizzante il nostro
soggiorno noleggiando delle moto per raggiungere i monasteri nei
dintorni.
Leh
è stato il punto di partenza del trekking, che ci ha portato in 12
giorni ad attraversare la Markha Valley e la Stok Valley, affrontando 3
valichi di oltre 4900 m e raggiungendo infine il campo base dello Stok
Kangri, alto 6120 m, una delle cime principali della catena dello
Zanskar. Tutti abbiamo raggiunto la vetta e da lì abbiamo potuto
ammirare la catena del Karakorum e in lontananza il K2. Nonostante
l'altitudine media superasse i 4500 m le temperature erano miti. Abbiamo
dormito in tenda per tutto il trekking ed eravamo accompagnati da 2
guide un cuoco e 8 cavalli.
Al termine del trekking,
abbiamo visitato Agra con l'imponente Taj Mahal, emblema di un'India con
molti contrasti. L'impatto con questo paese è stato nel complesso forte.
La povertà, la calca umana frastornata e disorientata. Il caldo, la
confusione, la miseria .... ma anche i colori, gli odori, i silenzi ....
tutto conquista e affascina. |