Dal notiziario 2003

ITALO SOLDA'

 

Ho conosciuto di persona Italo Soldà solamente in questi ultimi anni.
Ebbi modo di conoscere Gino Soldà negli anni settanta, quando organizzavo per la Media Lampertico le settimane bianche a Pizzegoro: mi elogiò e mi incoraggiò per l'iniziativa; ebbi altresì modo di conoscere il fratello Aldo, che mi inviò una lettera di apprezzamento e sprone in occasione di una lotta intrapresa come presidente della sezione pesca del DAM per la salvaguardia del torrente Chiampo nei lontani anni sessanta.
Italo Soldà.
Di tutt'altro approccio fu l'incontro con l'ultimo dei fratelli Soldà. L'occasione la diede la pubblicazione del nostro libro per il 75° della Sezione.
Forse mal consigliato, Italo interpretò in modo del tutto personale e, a mio parere, fuorviante, alcuni passi dedicati al grande Gino; chiedeva una "errata corrige" da inserire in ogni copia del libro.
Ci fu un incontro organizzato dal nipote Manlio nella nostra sede; feci presente come fosse impossibile inserire una "errata corrige" nella gran quantità dei libri già consegnata ai soci, proposi di presentare sul nostro Notiziario quanto gli stava a cuore. Capì che non c'era alcuna intenzione malevola di sminuire le imprese di Gino e si offrì di scrivere qualcosa per i nostri soci. Questo nel marzo del '98.
Sestrieres 1950, primo italiano ad effettuare il salto mortale.
Ci demmo appuntamento per settembre, una telefonata ci fece ritrovare al bar Pasubio.
Arrivò con la sua cartellina in cuoio da cui trasse appunti ed una prima traccia di racconto.

Raccontava con garbo ed una certa ironia quanto altri avrebbero narrato con parole altisonanti, sempre attento a far capire la parte tecnica dell'impresa. Gli chiesi notizie delle sue attività e lo invitai a scrivere un breve "curriculum vitae" che poi apparve nel Notiziario.
Mi piaceva sentirlo parlare, faceva rivivere personaggi e situazioni con note di colore e con grande umanità, mai sentii dalla sua bocca una parola di invidia o di rancore.
Così avvenne per due anni consecutivi (ed i suoi racconti si possono leggere nei nostri Notiziari del '99 e 2000), poi la malattia non ci fece più ritrovare al solito bar nel mese di settembre.

Un ricordo di Ennio Maraschin.

 

CAI Valdagno -Corso Italia, 9C 36078 Valdagno (VI) - Tel 0445-407201 

© Copyright  e mail: Scrivi qui

 Aggiornato il: 11-12-10