Al notiziario 2007

ISLANDA 2006, OLTRE IL SILENZIO

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“Chiunque si metta in marcia
è qualcuno
che ha acceso una nuova luce sulla terra"

 

Un'avventura straordinaria tra la forza e la poesia della natura.

Un progetto ardito: la traversata sud-nord dell'isola, dall'Oceano Atlantico al Mar Glaciale Artico.

Itinerario della traversata.Una montagna lunga 400 chilometri: ghiacciai, fiumi inguadabili, vulcani, deserti di lava. Un viaggio che ha come protagonisti due uomini soli, gli  sci, una slitta-risciò e la natura selvaggia.

Qual è stato il nostro nuovo sogno? La traversata, senza supporti esterni,  sud-nord dell'Islanda, l'isola di ghiaccio e di fuoco. Il fulcro di questa avventura esplorativa è l'essenziale anima del vivere e l'eternità della Terra. Siamo avanzati, giorno dopo giorno, trascinandoci queste  speciali slitte. Abbiamo utilizzato  una slitta sullo sterminato Vatnajokul, 8.500 Km quadrati, il ghiacciaio più grande d'Europa. Una volta scesi dall'enorme calotta,  abbiamo applicato le ruote alle slitte e sempre costeggiando lo Jokulsa, un fiume inguadabile, abbiamo attraversato il deserto di lava centrale. Il nostro “viaggio al centro della Terra” si è concluso nel punto più settentrionale dell'isola, sul Mar Glaciale Artico, in prossimità del circolo polare.

Abbiamo cercato una via tra il ghiaccio, nella nebbia, contro il vento, tra la lava e nel sole di mezzanotte... ma la solitudine, le enormi distanze ed il silenzio sono stati gli ostacoli maggiori della grande traversata.

In questa ricerca la terra primordiale, la magica Islanda, ci ha rivelato qualcosa delle nostre radici: la natura può vivere senza l’uomo, è l’uomo che non può vivere senza la natura.

La distesa ghiacciata del Vatnajokul.

Le grandi cascate del fiume Jokulsa.

Diario dal sito www.andreasartori.it

...Mercoledì 2 Agosto 2006 Ore 21,48 ……. Eccoci qua! dopo una settimana di silenzio finalmente riusciamo a stabilire nuovamente il contatto usando il satellitare del piccolo rifugio Kverkfjoll a nord del ghiacciaio Vatnajokull. Proprio ieri abbiamo disceso il ghiacciaio attraversando una gigantesca morena. Negli ultimi giorni purtroppo il tempo non è stato clemente, la pioggia e la nebbia ci hanno costretti a rallentare il passo, proprio mentre attraversavamo il ghiacciaio: il passaggio più pericoloso e avventato di questa nostra sfida.

Abbiamo dovuto procedere con maggiore cautela affidandoci esclusivamente al gps ....visibilità a 5 mt ... bianco il cielo e… bianco il terreno. Siamo stati costretti a sostare per un paio di giorni in tenda e in un bivacco di fortuna. E’ stata comunque una gran bella impresa. Non sono mancate le difficoltà ma stiamo bene. E alla fine l’importante è che ce l’abbiamo fatta ...

Abbiamo bucato 2 volte e si è rotto pure un pattino della slitta così siamo stati costretti a sistemare le slitte una sopra l’altra e tirare in due più di 80 kg ....

Per qualche ora il cielo si è aperto e lo spettacolo che si è presentato ai nostri occhi è stato meraviglioso, ci ha riscaldato l’animo; è stato qualcosa di talmente bello che è difficile descriverlo…….

Ora la strada sembra essere in discesa poiché percorreremo terreno non innevato……

ma i km sono ancora tanti ....

Andrea Satori e Mariano Storti alla partenza. Notte sul Mar Glaciale Artico.
Dal notiziario 2007 

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