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“Chiunque si metta
in marcia
è qualcuno
che ha acceso una nuova luce sulla terra"
Un'avventura straordinaria tra la
forza e la poesia della natura.
Un progetto ardito: la traversata
sud-nord dell'isola, dall'Oceano Atlantico al Mar Glaciale Artico.
Una
montagna lunga 400 chilometri: ghiacciai, fiumi inguadabili, vulcani,
deserti di lava. Un viaggio che ha come protagonisti due uomini soli,
gli sci, una slitta-risciò e la natura selvaggia.
Qual è stato il nostro nuovo
sogno? La traversata, senza supporti esterni, sud-nord dell'Islanda,
l'isola di ghiaccio e di fuoco. Il fulcro di questa avventura
esplorativa è l'essenziale anima del vivere e l'eternità della Terra.
Siamo avanzati, giorno dopo giorno, trascinandoci queste speciali
slitte. Abbiamo utilizzato una slitta sullo sterminato Vatnajokul,
8.500 Km quadrati, il ghiacciaio più grande d'Europa. Una volta scesi
dall'enorme calotta, abbiamo applicato le ruote alle slitte e sempre
costeggiando lo Jokulsa, un fiume inguadabile, abbiamo attraversato il
deserto di lava centrale. Il nostro “viaggio al centro della Terra” si è
concluso nel punto più settentrionale dell'isola, sul Mar Glaciale
Artico, in prossimità del circolo polare.
Abbiamo cercato una via tra il
ghiaccio, nella nebbia, contro il vento, tra la lava e nel sole di
mezzanotte... ma la solitudine, le enormi distanze ed il silenzio sono
stati gli ostacoli maggiori della grande traversata.
In questa ricerca la terra
primordiale, la magica Islanda, ci ha rivelato qualcosa delle nostre
radici: la natura può vivere senza l’uomo, è l’uomo che non può vivere
senza la natura. |
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Diario dal sito
www.andreasartori.it
...Mercoledì 2 Agosto 2006 Ore 21,48 ……. Eccoci qua! dopo
una settimana di silenzio finalmente riusciamo a stabilire nuovamente il
contatto usando il satellitare del piccolo rifugio Kverkfjoll a nord del
ghiacciaio Vatnajokull. Proprio ieri abbiamo disceso il ghiacciaio
attraversando una gigantesca morena. Negli ultimi giorni purtroppo il
tempo non è stato clemente, la pioggia e la nebbia ci hanno costretti a
rallentare il passo, proprio mentre attraversavamo il ghiacciaio: il
passaggio più pericoloso e avventato di questa nostra sfida.
Abbiamo dovuto
procedere con maggiore cautela affidandoci esclusivamente al gps ....visibilità
a 5 mt ... bianco il cielo e… bianco il terreno. Siamo stati costretti a
sostare per un paio di giorni in tenda e in un bivacco di fortuna. E’
stata comunque una gran bella impresa. Non sono mancate le difficoltà ma
stiamo bene. E alla fine l’importante è che ce l’abbiamo fatta ...
Abbiamo bucato
2 volte e si è rotto pure un pattino della slitta così siamo stati
costretti a sistemare le slitte una sopra l’altra e tirare in due più di
80 kg ....
Per qualche
ora il cielo si è aperto e lo spettacolo che si è presentato ai nostri
occhi è stato meraviglioso, ci ha riscaldato l’animo; è stato qualcosa
di talmente bello che è difficile descriverlo…….
Ora la strada
sembra essere in discesa poiché percorreremo terreno non innevato……
ma i km sono ancora
tanti .... |