Il nostro rifugio

Dal notiziario 2005

"’pena passa la valle, la-hooo e dopo un fià de bosco, la-hooo……..Ecco lassù ‘na casa, lahooo è un grande fiore rosa pardon! bianco, la-hooo……"
Eh, sì proprio qualche giorno fa qualcuno mi ha sussurrato all’orecchio: "El rifugio dela Gaxa xe la me seconda casa!"
E lì per lì sono rimasta un po’ male: - Cavoli, devo fare i conti con un altro coinquilino! -
Rifugio C. Battisti alla Gazza, inverno 2004.Il rifugio C. Battisti è il nostro punto di partenza, ma soprattutto di arrivo: in qualsiasi posto ci troviamo poi ritorniamo sempre lì, in questo caldo, accogliente e familiare rifugio. E’ gestito da una famigliola gioviale e serena, che non si perde d’animo davanti alle avversità, come quando quest’inverno ha tentato per ben tre fine settimana di raggiungere il rifugio con l’aiuto di una motoslitta, purtroppo senza successo. Questo la dice lunga sulle difficoltà che talvolta devono affrontare, ma è proprio in questi frangenti che spuntano i veri amici che, con serenità e spirito, spalano la neve dal tetto, scoprono le finestre sepolte fino al primo piano, e….che avventura ragazzi, uscire dall’abbaino imbragati, assicurati ad un letto a castello! Non è da tutti i giorni… e poi, dentro al calduccio del rifugio, a sorseggiare un buon vin brulè offerto dal Dario nonché un buon bicchiere di prosecco, giusto per raffreddare gli spiriti bollenti… o no?
A questo punto non ci resta che sfoderare la chitarra e, stanchi ma felici, accompagnare il suonatore di turno con canti intonati e non, chi con voce sommessa o a squarciagola, coinvolgendo tutti quelli che sono già lì o spuntano all’uscio.
E’ ora di andare, Rita deve pulire il locale…
Usciamo, è già buio, ma noi siamo attrezzati: infiliamo gli sci, qualcuno un po’ più allegro stenta un po’ a fissare gli scarponi agli attacchi, e poi si parte con la pila frontale che ci illumina il percorso, quando non c’è l’amica luna a farci chiaro….
Eh, sì, il chiarore della luna che dà un tocco magico al splendido contorno di montagne che sembra proteggere il nostro "fiore rosa", la nostra seconda casa, il nostro rifugio…

Lauretta Rossi

Dal notiziario 2005 

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