QUELLA BENEDETTA FORCELLA SULLE ODLE!

Dal notiziario 2004

L’avevamo "esplorata" per la prima volta nell’estate del 2000 quell’escursione, e ne siamo rimasti incantati.

Le Odle di Eores, il Sass Rigais, la Forcella della Roa, il Rif. Firenze ci avevano lasciato un ricordo stupendo, che bisognava condividere col Gruppo Escursionistico.

Così, fin dall’autunno dell’anno successivo, l’escursione di due giorni viene programmata per l’estate 2002... Non ci andò bene... Già ai primi di giugno il rifugio risultava totalmente prenotato; Paolo ed io restammo di stucco! In fretta e furia l’escursione fu sostituita con lo Sciliar e il Rif. Bolzano, e lì per lì ci incartammo la sconfitta.

Ma a settembre... dai che ci riproviamo. Telefonate, fax e contro-fax e il Rifugio Firenze è prenotato per 45 persone il 26 e 27 luglio di quest’anno.

A 45 non ci siamo mai arrivati, ma l’escursione l’abbiamo fatta lo stesso. In 19.

Il pulmino Zanconato è stracarico, zaini dappertutto, anche nel corridoio, gli scarponi sotto i sedili, le torte sulle mensole... il caffè non ci sta, pazienza.

Al Passo delle Erbe inizia l’avventura.

Il Sass di Putia è immenso davanti a noi, sembra nascere dai magnifici pascoli che lo circondano, e ci invita al cammino.

Già la Forcella di Putia, prologo di ben più dure fatiche, stronca qualcuno; ma è poco dopo il Rif. Genova che appare con tutta evidenza, e in tutta la sua asperità, quella che sarà la vera grande protagonista della giornata: la Forcella della Roa... Quella benedetta forcella sulle Odle!

Qualcuno, vedendola, rabbrividisce e si vorrebbe fermare, ma per fortuna Imerio sdrammatizza. Grazie Imerio!

La nostra meta, il Rif. Firenze, si trova di là, e bisogna andare. Con ripidissimi ghiaioni a tornanti, maledettamente interminabili, siamo in cima. Anche Danilo ce l’ha fatta, assieme al suo pesante compagno Zaino.

Al Firenze le radler vanno a fiumi e spengono sete e fatica, tra le punzecchianti battute di Imerio, il vero animatore del gruppetto CAI.

Il giorno dopo, sul Sass Rigais, saliamo in 6 per la ferrata della cresta est; gli altri, con Daniela, sono andati al Rif. Puez, li incontreremo al pomeriggio a Selva di Val Gardena.

La ferrata è breve, ma entusiasmante e in cima ci aspetta il regalo più bello: l’incredibile colpo d’occhio sulla Val di Funes, in un cielo limpido come raramente accade in montagna (ce la ricorderemo a lungo quest’estate 2003!). Anche un’anziana signora tedesca raggiunge la cima poco dopo, la rincontreremo spesso anche lungo il ritorno.

Ferrata anche in discesa, radler al Firenze e giù fino a Selva dove ci incontriamo con gli altri.

Da Daniela apprendo che anche di là se la sono passata bene, protagonisti i soliti Imerio e Danilo.

L’escursione è finita e l’entusiasmo dei partecipanti si coglie vivissimo, in un affiatamento speciale che è nato tra i 19.

Ma è quella benedetta forcella sulle Odle, la Forcella della Roa, che tiene banco, ancora adesso, tra i partecipanti a questa escursione un po’ particolare.

Non il Sass Rigais, né il Sass di Putia, non il Rif. Firenze, né il Puez, ma sempre quella benedetta forcella! Strana, a volte, la gente...

Giorgio Romio

Dal notiziario 2004

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