L’avevamo "esplorata" per la prima volta
nell’estate del 2000 quell’escursione, e ne siamo rimasti incantati.
Le Odle di Eores, il Sass Rigais, la Forcella della
Roa, il Rif. Firenze ci avevano lasciato un ricordo stupendo, che
bisognava condividere col Gruppo Escursionistico.
Così, fin dall’autunno dell’anno successivo,
l’escursione di due giorni viene programmata per l’estate 2002...
Non ci andò bene... Già ai primi di giugno il rifugio risultava
totalmente prenotato; Paolo ed io restammo di stucco! In fretta e furia
l’escursione fu sostituita con lo Sciliar e il Rif. Bolzano, e lì per
lì ci incartammo la sconfitta.
Ma a settembre... dai che ci riproviamo. Telefonate,
fax e contro-fax e il Rifugio Firenze è prenotato per 45 persone il 26
e 27 luglio di quest’anno.
A 45 non ci siamo mai arrivati, ma l’escursione
l’abbiamo fatta lo stesso. In 19.
Il pulmino Zanconato è stracarico, zaini
dappertutto, anche nel corridoio, gli scarponi sotto i sedili, le torte
sulle mensole... il caffè non ci sta, pazienza.
Al Passo delle Erbe inizia l’avventura.
Il Sass di Putia è immenso davanti a noi, sembra
nascere dai magnifici pascoli che lo circondano, e ci invita al cammino.
Già la Forcella di Putia, prologo di ben più dure
fatiche, stronca qualcuno; ma è poco dopo il Rif. Genova che appare con
tutta evidenza, e in tutta la sua asperità, quella che sarà la vera
grande protagonista della giornata: la Forcella della Roa... Quella
benedetta forcella sulle Odle!
Qualcuno, vedendola, rabbrividisce e si vorrebbe
fermare, ma per fortuna Imerio sdrammatizza. Grazie Imerio!
La nostra meta, il Rif. Firenze, si trova di là, e
bisogna andare. Con ripidissimi ghiaioni a tornanti, maledettamente
interminabili, siamo in cima. Anche Danilo ce l’ha fatta, assieme al
suo pesante compagno Zaino.
Al Firenze le radler vanno a fiumi e spengono sete e
fatica, tra le punzecchianti battute di Imerio, il vero animatore del
gruppetto CAI.
Il giorno dopo, sul Sass Rigais, saliamo in 6 per la
ferrata della cresta est; gli altri, con Daniela, sono andati al Rif.
Puez, li incontreremo al pomeriggio a Selva di Val Gardena.
La ferrata è breve, ma entusiasmante e in cima ci
aspetta il regalo più bello: l’incredibile colpo d’occhio sulla Val
di Funes, in un cielo limpido come raramente accade in montagna (ce la
ricorderemo a lungo quest’estate 2003!). Anche un’anziana signora
tedesca raggiunge la cima poco dopo, la rincontreremo spesso anche lungo
il ritorno.
Ferrata anche in discesa, radler al Firenze e giù
fino a Selva dove ci incontriamo con gli altri.
Da Daniela apprendo che anche di là se la sono
passata bene, protagonisti i soliti Imerio e Danilo.
L’escursione è finita e l’entusiasmo dei
partecipanti si coglie vivissimo, in un affiatamento speciale che è
nato tra i 19.
Ma è quella benedetta forcella sulle
Odle, la
Forcella della Roa, che tiene banco, ancora adesso, tra i partecipanti a
questa escursione un po’ particolare.
Non il Sass Rigais, né il Sass di Putia, non il Rif.
Firenze, né il Puez, ma sempre quella benedetta forcella! Strana, a
volte, la gente...
Giorgio Romio