Al notiziario 2008

CRISTINA CASTAGNA

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Il Comune e il Cai giovedì 18 ottobre 2007, hanno festeggiato l'alpinista Cristina Castagna, che ha già collezionato tre ottomila durante le sue spedizioni in Himalaya. È stata la prima donna vicentina a superare un ottomila e anche la più giovane italiana ad oltrepassare il muro degli 8000.

Nata a Valdagno 28 anni fa, è infermiera professionale nel Pronto Soccorso dell'ospedale "S. Bortolo" di Vicenza ed è insegnante di fit boxing. Fa parte della squadra sanitaria di Protezione civile della sezione alpini Val dell'Agno, gruppo di S. Quirico. Nel 1999 ha partecipato alla missione "Veneto Arcobaleno" in Albania.

Nel 2003 sale in vetta all'Aconcagua a 6989 metri; nello stesso anno partecipa alla spedizione himalayana sull'Everest con Mario Vielmo e sale per ben cinque volte quota 7800 metri, guadagnando il titolo di "Reginetta del Colle Nord".

Tra il 2003 e il 2004 sale il Cervino, il Dent Blanche, il Monte Bianco e il Gran Combin e altri, in numero superiore a dieci vette oltre di 4.000 metri.

Nel 2004 vince il suo primo 8.000 salendo in vetta al Shisha Pangma di 8013 metri, senza l'aiuto dell'ossigeno. Nel 2005, con Mario Vielmo e Gerlinda Kaltenbrunner conquista il Gasherbrum II di 8035 metri, senza l'aiuto dell'ossigeno.

Nel 2006 partecipa alla spedizione sul Lhotse di 8511 metri arrivando a quota 8100. Il 29 aprile 2007, con la spedizione di Giampaolo Casarotto, conquista il Dhaulagiri di 8170 metri. Durante questa spedizione, al rientro dalla vetta, muore l'alpinista bresciano Sergio Della Longa.

Nella prossima primavera ha in progetto di affrontare il Manaslu, un altro 8000 himalayano.

Cristina ha illustrato la sua attività avvalendosi di un ottimo video con cui ha presentato la realtà del mondo degli ottomila e anche la vita delle popolazioni che vivono al cospetto dei colossi himalayani.

La sua presentazione è stata garbata e familiare e ha concluso con una considerazione che vogliamo riportare integralmente e che è sicuramente motivo di riflessione.

Dhaulagiri 2007

1° maggio 2007, ore 15,40, Campo Base due giorni dopo la cima raggiunta il 29 aprile alle 11.30.

Durante la discesa muore Sergio Dalla Longa; i soccorsi sono vani perché l'alpinista rotola su un ripido pendio colpendo la testa su delle rocce.

È così che ricordo un mondo bianco, perché il mondo non può essere bianco perché anche la neve si sporca: sassi, sabbia, saliva, sudore, lacrime, sangue.

Ora ricordo gli occhi fissi su non so dove, forse la morte fa dimenticare, forse fa cambiare. Nel momento in cui cadi trovi che non hai avuto tempo di fare mille cose, che non era il momento, non era il tempo per morire e poi.. Cosa c'è di sbagliato in quello che fai?

L'ho guardata la morte: nel cuore fermo, nel respiro assente, nelle mani bianche, nel sangue sulla neve.

Scendendo verso il Campo Base.Ciò che ricordo di più però è il cadere; lo scendere, il rotolare come una palla giocosa verso il basso e poi come per magia il suo arrestarsi, forse perché voleva farsi vedere negli occhi.

Uno sguardo… Cosa si guarda alla fine?

Credo il bianco, il bianco della neve, un unico pensiero: lasciasse almeno il segno… il sangue rosso nella neve, forse il sangue non la sporca però, perché lei è più forte, lei fa nevicare ancora e cancella ogni traccia di te.

La fine allora è il ricordo che come il vento soffia e riporta pensieri, sentimenti, gesti, parole…

Qui non manca mai il vento.

Ecco ciò che ricordo di questa morte.

Cristina Castagna "El Grio"

Dal notiziario 2008 

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