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In silenzio e con
discrezione, confortando chi gli stava vicino, la notte del 12 maggio 2002 un
altro grande dell’alpinismo vicentino se n’è andato.
Mario Boschetti nasce a Schio in provincia di Vicenza il 14 dicembre 1922, è il
terzo di nove fratelli.
Percepì probabilmente la passione per la montagna quando frequentava il
collegio dei Salesiani, che lo portavano in gita sul Novegno e a Pria Forà; le
vacanze estive le passava ad Asiago, nella malga del nonno, a Vezzena o a
Camporovere.
Dopo le elementari lavora per qualche anno in un negozio di ferramenta, per
passare poi in una officina dove comincia la sua carriera di fabbro.
Faceva parte del gruppo sportivo Marciatori dei giovani Fascisti e nelle gare di
marcia in montagna otteneva sempre buoni piazzamenti.
A 19 anni è chiamato alle armi e assegnato all’Artiglieria Alpina e dopo
breve addestramento viene inviato in Albania, dove riporta numerose ferite
d’arma da fuoco e successivamente è internato in Germania rischiando la morte
per denutrizione.
Torna a casa nel 1946 e per un anno si dedica all’escursionismo leggero,
soprattutto per riattivare le gambe, indebolite dalle ferite e dalla vita in
campo di concentramento.
Nel 1948 inizia la sua attività alpinistica, dimostrando subito una naturale
predisposizione all’arrampicata. Nel 1949 si trasferisce a Valdagno, dove
lavora in un’officina di costruzioni meccaniche, con la responsabilità di
Capo Reparto.
Dal 1948 al 1973 quando smise di arrampicare per dedicarsi alla famiglia, la sua
attività alpinistica fu così intensa e piena di risultati da meritare nel 1955
il premio indetto dalla Gazzetta dei Lavoratori tramite la Confederazione
Generale dell’Industria Italiana, per la migliore attività alpinistica svolta
da un lavoratore nel 1954.
Mario Boschetti, oltre che consigliere della sezione del C.A.I. di Valdagno, fu
anche il primo capostazione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino, nato
ufficialmente nel 1954 e fondatore della attuale scuola di alpinismo che dal
1980 prese il nome di Scuola di alpinismo e sci alpinismo "Sengio
Alto".
A questo punto vorrei trarre uno spunto da un’intervista fatta ad Armando
Aste, il grande alpinista trentino, che, all’intervistatore che gli chiedeva
come era nato il suo alpinismo e la sua vocazione per vivere la montagna,
rispose: "Credo che la vocazione all’alpinismo sia ancestrale, spontanea,
uno nasce alpinista e dopo, ad un certo momento si trova coinvolto senza sapere
darne spiegazione".
Ecco, ho trovato questa risposta adatta alla personalità di Mario Boschetti,
nato per essere un alpinista a tutti gli effetti, con le caratteristiche di
capacità, intuizione, altruismo, umiltà e soprattutto di stile. Quando
arrampicava lo faceva così naturalmente che dimostrava proprio un talento
innato e una marcia in più.
Mario Boschetti è stato l’ultimo grande alpinista delle nostre Piccole
Dolomiti, ha aperto sempre da capocordata numerose vie nuove, risolvendo gli
ultimi problemi delle nostre montagne con tracciati di rara bellezza ed estrema
difficoltà, con discrezione, senza mettersi in mostra, utilizzando pochi chiodi
e
Un ricordo di Gigi Gavasso.
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