COGLI L'ATTIMO

Dal notiziario 2007

Esperienza meravigliosa, indimenticabile quella del Perù!

Altro ambiente, altri posti, altra gente!Lauretta in cresta scendendo la cima dell'Huascaran.

Era una vita che sognavo di andarci e dentro di me dicevo: “Ma dai, non sei ancora andata sul Monte Bianco, e vuoi andare lì?” In effetti, non avevo avuto mai l’occasione di andarci e, a questo punto, mi sono detta: “Carpe diem… cogli l’attimo!”

Là è tutto colore, la gente è povera, ma ricchissima dentro, di una dignità che non ha prezzo: tutti hanno un sorriso per te!

Poi, si sa, il bello e il brutto stanno dappertutto!

Infatti, scherzando, dicevo a tutti: “Vado in Perù e non torno più”.

Per poco non successe veramente: al rientro in Italia, il taxi che doveva portarci ad Huaraz, dove ci aspettava un pullman per Lima, fu fermato da un blocco di polizia.

Fecero scendere l’autista e dopo un quarto d’ora circa di attesa, il capo della polizia ci disse di trovare un altro autista visto che il nostro era stato arrestato perché ricercato per un delitto.

Per fortuna arrivò quasi subito un altro taxi!

In agosto, periodo in cui siamo andati, è inverno, ma, essendo il Perù vicino all’Equatore, si trovano colture di frumento, orzo, ecc. a quote incredibili, persino a 3.400 mt d’altezza, e la neve si trova a 5.300 mt!

Come base d’appoggio avevamo la Scuola delle Guide “Don Bosco en los Andes”, gestita perfettamente da Giancarlo Sardini e sua moglie e, poi, come punti di partenza per le varie escursioni, i rifugi costruiti dai volontari OMG e ben gestiti da ragazzi peruviani.

Io e i miei compagni del Cai di Arzignano – Lorella, Fiorella, Mino e Luciano – ci eravamo prefissati di salire quattro cime andine: Ishinca (5.530 mt), Tocllaraju (6.034 mt), Huascaran Norte (6.655 mt) e Pisco (5.752 mt).

Purtroppo, causa il brutto tempo, ci è stato impossibile arrivare in vetta al Tocllaraju e al Pisco.
Comunque, non possiamo assolutamente lamentarci, grazie a Dio, siamo riusciti a raggiungere la cima più alta!

Eh, sì, come diceva l’alpinista Battistino Bonali, morto a due tiri di corda dalla fine della prima ripetizione della via nord dell’Huascaran, aperta a suo tempo dal Renato Casarotto:

 

“LA VITA E’ LA PIU’ GRANDE DI TUTTE LE AVVENTURE, SOLO CHI LA SA SOGNARE LA POTRA’ SCOPRIRE”.

 

E io continuerò a sognare……..

Lauretta Rossi

 

Dal notiziario 2007 

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