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Esperienza
meravigliosa, indimenticabile quella del Perù!
Altro
ambiente, altri posti, altra gente!
Era una vita
che sognavo di andarci e dentro di me dicevo: “Ma dai, non sei ancora
andata sul Monte Bianco, e vuoi andare lì?” In effetti, non avevo avuto
mai l’occasione di andarci e, a questo punto, mi sono detta: “Carpe diem…
cogli l’attimo!”
Là è tutto
colore, la gente è povera, ma ricchissima dentro, di una dignità che non
ha prezzo: tutti hanno un sorriso per te!
Poi, si sa, il
bello e il brutto stanno dappertutto!
Infatti,
scherzando, dicevo a tutti: “Vado in Perù e non torno più”.
Per poco non
successe veramente: al rientro in Italia, il taxi che doveva portarci ad
Huaraz, dove ci aspettava un pullman per Lima, fu fermato da un blocco
di polizia.
Fecero
scendere l’autista e dopo un quarto d’ora circa di attesa, il capo della
polizia ci disse di trovare un altro autista visto che il nostro era
stato arrestato perché ricercato per un delitto.
Per fortuna
arrivò quasi subito un altro taxi!
In agosto,
periodo in cui siamo andati, è inverno, ma, essendo il Perù vicino
all’Equatore, si trovano colture di frumento, orzo, ecc. a quote
incredibili, persino a 3.400 mt d’altezza, e la neve si trova a 5.300 mt!
Come base
d’appoggio avevamo la Scuola delle Guide “Don Bosco en los Andes”,
gestita perfettamente da Giancarlo Sardini e sua moglie e, poi, come
punti di partenza per le varie escursioni, i rifugi costruiti dai
volontari OMG e ben gestiti da ragazzi peruviani.
Io e i miei
compagni del Cai di Arzignano – Lorella, Fiorella, Mino e Luciano – ci
eravamo prefissati di salire quattro cime andine: Ishinca (5.530 mt),
Tocllaraju (6.034 mt), Huascaran Norte (6.655 mt) e Pisco (5.752 mt).
Purtroppo,
causa il brutto tempo, ci è stato impossibile arrivare in vetta al
Tocllaraju e al Pisco.
Comunque, non possiamo assolutamente lamentarci, grazie a Dio, siamo
riusciti a raggiungere la cima più alta!
Eh, sì, come
diceva l’alpinista Battistino Bonali, morto a due tiri di corda dalla
fine della prima ripetizione della via nord dell’Huascaran, aperta a suo
tempo dal Renato Casarotto:
“LA VITA E’ LA
PIU’ GRANDE DI TUTTE LE AVVENTURE, SOLO CHI LA SA SOGNARE LA POTRA’
SCOPRIRE”.
E io
continuerò a sognare……..
Lauretta Rossi
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