Cai Valdagno

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Gruppo Escursionistico "Gabriele e Paolo" Click per il manifesto.

Anche il 2008 se ne va, ma resta in noi il ricordo indelebile delle più belle escursioni della passata stagione. Come dimenticare l’immenso panorama ammirato dalla vetta del Cevedale? O lo spettacolo “in prima fila” del Monte Bianco dal sentiero sulla Val Ferret?

Ma non temete, ce n’è per tutti i gusti anche quest’anno.

Principale novità è sicuramente il soggiorno escursionistico all’Isola di Marettimo, nell’arcipelago delle Egadi, in Sicilia. Una proposta per spaziare tra mare e monti, straordinariamente uniti in un’isola incantevole, dove non ci sono né strade, né auto, ma solo natura.

Altra proposta particolare è la gita alpinistica, prevista quest’anno sul Castore, nel gruppo del Monte Rosa, auspiscando di replicare il successo dell’anno scorso sul Cevedale.

Non perdetevi inoltre la “due giorni” in Carnia con la ferrata sul Coglians, alla scoperta di un territorio per noi del tutto nuovo, o lo straordinario “Tracciolino di Codera” in Valchiavenna, tra vecchi binari e gallerie minerarie.

Per il resto vi lascio alla lettura del nostro programma, quest’anno particolarmente nutrito, che spero soddisfi le aspettative di tutti.

Anticipo anche quattro importanti momenti formativi che si terranno nel 2009, i cui programmi sono pubblicati su questo notiziario:

- il 3° corso di meteorologia alpina “Nuvolando...”;

- il 1° corso sulla flora alpina;

- il 1° corso di topografia e orientamento; MANUALE DI TOPOGRAFIA E ORIENTAMENTOFILE IN PDF

- il 1° corso di escursionismo avanzato E2.

Sono tutte opportunità per “crescere” e per “conoscere” che invito a non lasciarvi sfuggire.

Il Coordinatore Sezionale di Escursionismo

Giorgio Romio AE

Programma gite del 2009

Venerdì 30 Gennaio
Domenica 5 Aprile
Domenica 19 Aprile

Martedì 28 Aprile - Domenica 3 Maggio

Domenica 17 Maggio
Domenica 31 Maggio
Domenica 14 Giugno
Domenica 28 Giugno
Domenica 12 Luglio
Sabato 18 - Domenica 19 Luglio
Domenica 23 Agosto
Sabato 5 - Domenica 6 Settembre
Domenica 20 Settembre
Domenica 4 Ottobre
Domenica 25 Ottobre


Venerdì 30 Gennaio

 

Serata proiezione fotografie.

Prima dell’inizio del programma 2009 viene organizzata, presso la Sede, la consueta serata di proiezione delle fotografie scattate durante le escursioni del 2008.

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Domenica 5 Aprile

 LOCANDINA

Lago di Garda Bresciano (BS). Da Prato della Fame a Campione del Garda attraverso il Santuario della Madonna di Montecastello.

L’itinerario si svolge all’interno del Parco Alto Garda Bresciano, il cui panorama è tanto variegato quanto affascinante. Il suo valore deriva dalla peculiare posizione geografica e dalla presenza del lago che influenza il clima, la flora e la fauna di tutta la zona. La bellezza di questi luoghi è esaltata dalla particolare sinergia tra l’ambiente lacustre e quello montano, elementi fondamentali di questa terra.

Il Santuario della Madonna di Montecastello, del XIII secolo, si erge alto sulla rupe a precipizio sul lago e custodisce al suo interno un curioso ex voto che pare essere il più grande d’Italia; si tratta di una tela voluta dalla comunità di Tignale per la liberazione dalla minaccia del terribile bandito “Zan Zanù” agli inizi del seicento.

Da Prato della Fame (67 m), di fronte alla vecchia limonaia, si passa sotto un portico e si percorre la gradinata che sale lungo il versante del monte. Attraversato un ponticello con cascata, per ripida salita si guadagna un vasto ripiano di olivi (350 m) con magnifica vista sul lago e sul Monte Baldo. Per mulattiera e attraverso i paesi si raggiungono le caratteristiche frazioni di Oldesio (441 m) e Gardola (555 m) da dove è necessario percorrere un tratto asfaltato fino al Santuario della Madonna di Montecastello (683 m) da cui si raggiunge la vicina omonima cima (779 m).   CARTINA DEL PERCORSO

La discesa si effettua per panoramico sentiero in direzione della vicina frazione di Prabione, per poi scendere con numerose curve ai lati della forra del torrente S. Michele, per sentiero ripido in ambiente selvaggio e suggestivo. Superato un ponticello e un tratto di sentiero gradinato si costeggiano le vecchie strutture dell’ex cotonificio e si raggiunge il paese di Campione del Garda (74 m).

Direttori: Marisa Rossato e Carla Zanuso.

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Domenica 19 Aprile

LOCANDINA

Valchiavenna (SO). Da Novate Mezzola a Verceia attraverso il “Tracciolino di Codera”.

La Valchiavenna si trova nelle Alpi Retiche, sull’alto Lago di Como e della sua ultima propaggine nord, il Lago di Mezzola.

Il “Tracciolino di Codera” è una piccola opera d’arte che non ha eguali sulle Alpi: è un sentiero scavato nella roccia che collega la Val Codera alla Val dei Ratti. E’ stato costruito negli anni trenta e su di esso correvano piccoli vagoncini per portare uomini e materiali dalla teleferica della Val dei Ratti alla diga di Val Codera ed è ancor oggi in parte utilizzato a servizio degli impianti idroelettrici dell’ENEL. Il tracciolino inizia dal borgo di San Giorgio, non raggiunto da strade rotabili, ancora abitato e ben conservato, con un piccolo museo che ricorda le passate attività minerarie. E’ il regno del granito ed è anche noto per il grande “masso avello”, misterioso monolito di datazione incerta, forse tra il V e il VI secolo, probabilmente un monumento funerario, legato a leggende locali.

Dalla stazione di Novate Mezzola (212 m) in breve si raggiunge il sentiero diretto alla località di San Giorgio. Con una lunga serie di serpentine nel bosco il sentiero ben tracciato porta al piccolo borgo di San Giorgio (748 m) situato su panoramico balcone sopra il Lago di Mezzola. Ancora un po’ di salita, fino a quota 920 m, e comincia il “Tracciolino di Codera”, la parte più bella e caratteristica dell’escursione. Si cammina tra vecchi binari e qualche galleria, con splendidi panorami sui laghi e si possono visitare anche i resti degli edifici costruiti per ospitare gli operai che lavorarono alla costruzione.Il sentiero, sempre più ampio e panoramico, raggiunge la casa dei guardiani del bacino idroelettrico della Val dei Ratti per poi scendere per lunga mulattiera fino a fondovalle, a Verceia (200 m).   CARTINA DEL PERCORSO

Direttori: Laura Montagna e Ottorino Bernar.

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Martedì 28 Aprile - Domenica 3 Maggio

PROGRAMMA DEFINITIVO

Sicilia – Isole Egadi. Soggiorno turistico – escursionistico all’Isola di Marettimo.

A grande richiesta del gruppo escursionistico, proponiamo per la prima volta un soggiorno turistico – escursionistico di sei giorni su un’isola del Mediterraneo. La meta prescelta è l’Isola di Marettimo, nell’arcipelago delle Egadi, in Sicilia, un piccolo tesoro da scoprire a piedi.

L’arcipelago delle Isole Egadi si trova proprio davanti alla città di Trapani ed è composto da tre isole e una miriade di scogli disseminati nel mare. La principale delle isole è Favignana, che è anche la più grande, la più piatta e la più vicina alla terraferma; poco a nord di Favignana c’è Levanzo, piccolissima e, più lontano verso ovest, s’innalza Marettimo, la più affascinante.

Quest’ultima è l’isola scelta quale base del nostro soggiorno. Senza automobili (non ci sono strade), ricca di bianche scogliere calcaree, grotte e pareti rocciose, baie azzurrissime e sentieri curati, Marettimo è sicuramente l’isola che offre il migliore incontro tra mare e monti, la più adatta per chi ama andare a piedi.

ESCURSIONI

1° giorno. Viaggio in pullman all’aeroporto in luogo e orari da definire. Volo su Palermo o Trapani. Eventuale trasferimento in pullman a Trapani (se volo su Palermo). Navigazione in aliscafo all’Isola di Marettimo. Sistemazione in residence.

2° giorno. Escursione al Pizzo Falcone (686 m) e bagni di mare.

3° giorno. Giro dell’isola in barca con visita alle caratteristiche grotte.  FILMATO DELLA GITA

4° giorno. Escursione a Punta Libeccio, punto più ad ovest d’Italia.

5° giorno. Escursione in battello alle vicine isole di Favignana o Levanzo.

6° giorno. Viaggio di ritorno con le stesse modalità dell’andata, con orari da definire.   CARTINA DEI PERCORSI

Avvertenza: la proposta di soggiorno qui descritta è stata ampiamente diffusa già nel corso del 2008 visto il largo anticipo con cui è necessario prenotare il volo aereo; pertanto alla data di stampa del presente notiziario le iscrizioni sono probabilmente già chiuse, salvo eccezioni ed eventuali disdette o modifiche. Informarsi in Sede CAI.

Direttori: Giorgio Romio AE e Carla Zanuso.

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Domenica 17 Maggio

LOCANDINA

Canale del Brenta (VI). Da Costa a Valgadena attraverso il M. Spitz e i Loke.

L’escursione proposta si svolge sul versante ovest del Canale del Brenta, che sale ripido fin sull’Altopiano di Asiago, toccando il piccolo abitato di Godeluna. Caratteristica rilevante del territorio è l’evidentissimo terrazzamento dei pendii, a testimonianza di un’antica agricoltura di sopravvivenza dove l’attività dei residenti è ormai limitata solo all’esbosco del legname da costruzione e solo in minima parte all’allevamento dei bovini da latte.

Lasciata la Valsugana, sulla destra orografica del fiume Brenta, si raggiunge il paese di Costa, qualche chilometro oltre Valstagna. Da qui, a quota 179 m, inizia con breve tratto asfaltato il sentiero che attraversa la Val Capra. La mulattiera si trasforma presto in sentiero tutto tornanti e serpentine scavate nella roccia, a picco sulla valle sottostante. Superato un breve tratto con cengia esposta, ma munita di cavo d’acciaio, si raggiunge una piazzola da dove in passato si faceva scendere il legname. Poco dopo, in mezzo ai prati, si ammira la piccola frazione di Godeluna (845 m), zona ampia e panoramica, ma non conosciuta dal grande traffico. Prima con mulattiera ampia, poi sempre più ridotta a sentierino ripido, si raggiunge il M. Spitz (1.093 m).

In discesa, sempre su sentiero ripido, ma caratteristico perché scavato nella roccia, si giunge a ridosso di due caratteristici paretoni chiamati i Loke (1.062 m), sfiorando quello di sinistra e scendendo nei pressi del paese di Valgadena (171 m) allo sbocco dell’omonima e selvaggia valle.   CARTINA DEL PERCORSO

Direttori: Rino Castagna e Laura Montagna.

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Domenica 31 Maggio

LOCANDINA

Altopiano di Nova Ponente (BZ). Dal Passo degli Oclini a Daiano attraverso il Corno Nero.

Dopo l’escursione nel 2008 sul vicino Corno Bianco, proponiamo quest’anno la salita al Corno Nero, la montagna di Cavalese, in Val di Fiemme.

I nomi dei due monti, che richiamano i rispettivi colori, si deve alle rocce di cui sono composte: di dolomia del Seria bianca il Corno Bianco e di porfido quarzifero di Bolzano rosso e grigio il Corno Nero. La composizione così eterogenea delle vicine montagne è dovuta alla cosiddetta “linea di Trodena”, una faglia nella crosta terrestre lungo la quale il Corno Nero si è innalzato mille metri più del Corno Bianco. Gli strati depositati sopra il porfido del Corno Nero sono stati lentamente erosi, perciò oggi esso raggiunge la stessa altezza della dolomia del Seria del Corno Bianco, che è molto più recente.  CARTINA DEL PERCORSO

Dal Passo degli Oclini (1.989 m) ci si dirige verso la zona degli impianti e si risale la pista da sci fino alla stazione a monte della seggiovia. Salendo la cresta sassosa si giunge abbastanza velocemente alla cima ed alla croce di vetta del Corno Nero (2.439 m) da dove si gode di un ampio panorama. Scendendo per ripidi pendii erbosi lungo la linea di cresta, si raggiunge la secondaria cima detta Il Palon (2.350 m) e, per sentiero nel bosco, il Passo Cugola e l’omonima malga (1.923 m).   FILMATO DELLA GITA

Per facile sentiero nel bosco in direzione sud, si scende all’altopiano delle Ganzaie (1.300 m) dove si trova il caratteristico “Maso dello Speck” di Tito Braito in cui è possibile fare gustosi assaggi. Per strada asfaltata si scende infine al paese di Daiano, fino all’innesto con la strada principale (1.171 m).

Direttori: Mariuccia Bernar e Andrea Fancon.

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Domenica 14 Giugno

 

Catena di Lagorai (TN). Giro del Monte Hoabonti da località Le Pozze.

Ad ovest la dorsale del Lagorai si alza gradualmente dalla pianura di Pergine verso la Panarotta, sopra quel settore della Valsugana che da Levico porta a Borgo. L’itinerario proposto si trova a monte degli abitati di Torcegno e Roncegno e raggiunge la Forcella de Lago, col Lago Erdemolo a destra e i Sette Laghi a sinistra. Questi laghetti alpini fanno parte dei quarantacinque che vanta l’intera catena, donde il nome Lagorai.  LOCANDINA E CARTINA DEL PERCORSO

Da località Le Pozze (1.431 m) per tratto di strada si raggiunge il Rifugio Serot (1.566 m) e Malga Trenca, alzandosi lievemente fino al piccolo Lago delle Carezze. Per piacevole tracciato tra innumerevoli macchie di rododendri si transita sotto le pendici del Monte Cola pervenendo alla Busa di Casapinello (1.841 m). Raggiunto il rumoroso torrente emissario dei Sette Laghi superiori, con più impegno e qualche curva si guadagna la Forcella del Lago (2.225 m).

Con delizioso percorso sulla dorsale tra la Val Cava a destra e i Sette Laghi a sinistra, si passa alla base della scura e rocciosa sagoma del Monte Hoabonti, calando al Passo La Portella (2.152 m). Su dolci prati ricchi di flora si scende in Val Portella, fiancheggiando il Lago delle Prese e raggiungendo la strada che riporta al punto di partenza in località Le Pozze (1.431 m).

Direttori: Antonio Dal Lago e Giuseppina Lora.

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Domenica 28 Giugno

 

Gruppo di Cima d’Asta – Sottogruppo di Rava (TN). Cimon Rava e Cresta del Frate dalla Val di Caldenave.

Il massiccio granitico di Cima d’Asta, con le sue forme nette e slanciate, si individua facilmente dalle valli che lo circondano; il profondo solco vallivo del torrente Vanoi lo stacca nettamente dall’allungata successione di cime costituenti la Catena di Lagorai, nella quale è talvolta erroneamente compreso. Il nostro itinerario parte da località Tedon, poco sotto il Rifugio Carlettini, e risale la meravigliosa Val di Caldenave fino a Forcella Ravetta e al Forzelon di Rava. Qui ci divideremo in due gruppi: il primo percorrerà la caratteristica Cresta del Frate; il secondo scenderà al limpidissimo Lago Grande di Rava, dove i gruppi si ricongiungeranno.

Dal località Tedon (1.334 m) si imbocca la strada forestale e poi il sentiero che conduce al Ponte di Campivelo. Dopo una zona ricca di pini cembri si giunge sulla soglia prativa della Val di Caldenave, in ambiente bellissimo, raggiungendo Malga Caldenave (1.792 m). Attraversato un pianoro assai riposante percorso da un torrentello, ci si alza nel bosco sboccando ben presto in una vasta apertura sassosa cosparsa di rododendri. Superata faticosamente la ripida pietraia si guadagna l’ampia insellatura di Forcella Ravetta (2.219 m). Con sentiero in quota si costeggia il sottostante Lago Grande di Rava, alzandosi sempre più fino al bellissimo balcone del Forzelon di Rava (2.397 m).  LOCANDINA E CARTINA DEL PERCORSO

Gruppo A. Raggiunto in breve il Passo del Tombolin (2.388 m) si percorre la Cresta del Frate tra lastroni, camminamenti, tratti rocciosi e curiosi contrafforti, pervenendo a Forcella Fierollo (2.244 m) e calando alla sottostante Malga Rava di Sopra (2.030 m) dove attende il gruppo B.

Gruppo B. Discesa diretta per tracce di sentiero al limpidissimo Lago Grande di Rava (2.125 m) dal quale, per comodo tracciato, si raggiunge Malga Rava di Sopra (2.030 m) dove verrà atteso il gruppo A.

A gruppi riuniti si raggiunge in leggera salita il Lago Grande di Rava (2.125 m) e si risale al sentiero diretto a Forcella Ravetta, ripercorrendo a ritroso l’itinerario di andata fino al punto di partenza in località Tedon (1.334 m).

Direttori: Silvano Zattera (gruppo A) Carlo Gasparella (gruppo B).

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Domenica 12 Luglio

 

Gruppo del Cristallo (BL). Dal Passo Tre Croci al Ponte di Val Popena attraverso il Cristallino di Misurina.

In uno scenario severo e grandioso il Cristallino di Misurina prospetta sull’alta Val Popena le guglie e le torri che lo caratterizzano. Suggestivo e con esteso panorama, il Cristallino di Misurina fu presidio militare durante i difficili anni del primo conflitto mondiale e la cima mostra ancora i segni evidenti di tali occupazioni; resti di baracche e buie grotte invitano alla riflessione.  LOCANDINA E CARTINA DEL PERCORSO

Da Cortina d’Ampezzo per il Passo Tre Croci si scende verso Misurina, fino al ponte sul torrente Rudavoi (1.709 m) dove inizia il sentiero. Si entra quasi subito nel bosco e ad un bivio (1954 m) si svolta a sinistra salendo fino ad una scala in legno, superata la quale appaiono i ruderi dell’ex Rifugio Popena (2.214 m) situato sull’omonima sella. Ci si abbassa perdendo circa 100 m di dislivello e si segue un’evidente traccia a sinistra che attraversa la valle e conduce sul versante opposto, raggiungendo i resti di una strada militare. Con alcune serpentine su terreno friabile si risale la Valle delle Baracche pervenendo ai piedi della parete sud-est del Cristallino di Misurina (2.260 m) dove si formeranno due gruppi.

Gruppo A. Si risale l’evidente e ripido canalone ingombro di massi, in realtà più facile di quanto sembri. In spettacolare ambiente roccioso si sale sfiorando la Forcella Michele e superando un tratto di parete scalinata, raggiungendo infine la cresta nei pressi dei resti di alcune baracche. Si attraversa la larga cengia sommitale in direzione est e, risalite le facili rocce finali, si guadagna l’angusta vetta del Cristallino di Misurina (2.775 m) con una piccola Madonnina e panorama mozzafiato.

Seguendo a ritroso il percorso di salita, si raggiunge il sentiero alla base della Valle delle Baracche, dove attende il gruppo B.

Gruppo B. Passeggiata nei prati sottostanti in ambiente che si presta molto per chi coltiva la passione per la fotografia; inoltre ci sono dei ghiaioni che fanno gola non solo agli arditi, ma anche ai più tranquilli fra i nostri escursionisti.

A gruppi riuniti si discende tutta la Val Popena Alta, in parte su sentiero, in parte sul letto del Rio Popena fino a raggiungere la S.S. 48 all’altezza del ponte sul 5° tornante (1.659 m).

Direttori: Silvano Zattera (gruppo A) Carla Zanuso (gruppo B).

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Sabato 18 - Domenica 19 Luglio

 

Gruppo del Monte Rosa (AO). Escursione alpinistica da Gressoney a Cima Castore attraverso il Rif. Q. Sella.

Vista la positiva esperienza dello scorso anno sul Cevedale, riproponiamo anche quest’anno un’escursione di tipo alpinistico, questa volta nel Gruppo del Monte Rosa.

Il Castore è il più alto delle due vette chiamate “i Gemelli”; l’altro, più basso, è invece il Polluce. I nomi derivano dalla mitologia greca, in cui Castore e Polluce erano due fratelli inseparabili conosciuti come i Dioscuri, cioè “figli di Zeus”.

Per la sua posizione centrale, il Castore è uno splendido punto di osservazione sulle più belle e famose vette delle Alpi. Intorno ad esso si possono ammirare le principali cime del Rosa, tra cui Punta Gnifetti con la Capanna Margherita, il Cervino, il massiccio del Bianco, il Gran Paradiso, con uno straordinario colpo d’occhio sui numerosi “quattromila” dell’Oberland Svizzero, disposti in ordinata rassegna.  LOCANDINA E CARTINA DEL PERCORSO

Il Castore fu conquistato per la prima volta il 23 agosto 1861 dalla Guida Alpina Michel Croz di Chamonix con W. Mathews e F. W. Jacomb, che salirono sulla vetta percorrendo la cresta sud-est, la “normale” proposta in questa escursione.

1° giorno. Dal Colle della Bettaforca (2.672 m) raggiunto in funivia e seggiovia da Gressoney-la-Trinitè, località Staffal, si imbocca il sentiero che raggiunge l’ampio crestone spartiacque tra la Valle di Gressoney e Val d’Ayas. Da qui si procede a mezza costa in ambiente pietroso sino a confluire sulla cresta all’altezza dei Passi di Bettolina Inferiore (2.905 m) e Superiore (3.100 m). Giunti ad un gigantesco ometto, inizia il tratto più impegnativo dell’itinerario, assicurato da corde fisse e facilitato da una passerella in legno. Il sentiero serpeggia tra le rocce sino a confluire sul pianoro alle pendici del ghiacciaio del Felik, sul quale è costruito il Rifugio Quintino Sella (3.585 m). Cena e pernottamento.

2° giorno. Prima colazione in rifugio e partenza per l’ascensione a Cima Castore. Dal Rifugio Quintino Sella (3.585 m), su percorso generalmente tracciato, si sale facilmente verso nord sul ghiacciaio del Felik. Superata la Punta Perazzi, si piega leggermente a nord-est sino a portarsi alla base di un ripido pendio che si affronta da sinistra verso destra. Una volta giunti sul crestone nevoso che divide dal sottostante ghiacciaio del Lys, lo si segue direttamente fino alla depressione del Colle Felik (4.061 m). Da qui si attraversa un breve tratto pianeggiante per poi risalire il ripido pendio nevoso o ghiacciato della Punta Felik (4.176 m). Si prosegue ormai in cresta con alcuni saliscendi e, facendo attenzione alle eventuali cornici che normalmente si protendono verso sud-ovest, si raggiunge la panoramica vetta del Castore (4.226 m).

La discesa avviene per lo stesso itinerario della salita.

L’escursione è limitata ad un massimo di 25 partecipanti, sufficientemente preparati, e verrà effettuata con mezzi propri. È necessario l’equipaggiamento da ghiacciaio (corda, imbracatura, ramponi, piccozza, casco).

Direttori: Livio Gollin e Silvio Todesco.

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Domenica 23 Agosto

 

Gruppo Puez – Odle (BZ). Traversata da La Villa a Colfosco attraverso Cima Sassongher.

L’escursione viene riproposta in quanto non completata nel 1999.

Tra le elevazioni a sud del Gruppo Puez – Odle, il Sassongher assume particolare importanza. Sembra quasi che l’Altopiano della Gardenaccia abbia spinto questa cima il più possibile verso sud-est, come un pilastro d’angolo, e l’abbia messa in posizione dominante sopra la verde conca di Corvara. Le sue gialle pareti dolomitiche si alzano straordinariamente scoscese sui pascoli e sopra il rado bosco dello zoccolo di base; nel punto più alto, formano una torre che può essere presa come un vero simbolo delle Dolomiti.  LOCANDINA E CARTINA DEL PERCORSO

Dall’Alta Val Badia, e precisamente da La Villa (1.487 m) parte la nostra traversata. Per ripido sentiero nel bosco si sale al Rifugio Gardenaccia (2.050 m) per poi proseguire lungo la valle che offre una piacevole vista su tutta la Val Badia fino a raggiungere una conca fra le rocce. Dalla conca, attraversando un ghiaione, si giunge a Forcella Sassongher su cui incombe la possente omonima cima (2.665 m) che si raggiunge con salita panoramica e non troppo difficile. Dalla croce posta sulla vetta si gode la vista di tutta la conca di Corvara, del Gruppo del Sella e, verso nord, del Puez e delle Odle.

La discesa si effettua ritornando a Forcella Sassongher e volgendo prima ad ovest e poi a sud lungo la Valle Stella Alpina, fino a raggiungere il paese di Colfosco (1.645 m).

Direttori: Carlo Gasparella e Silvano Zattera.

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Sabato 5 - Domenica 6 Settembre

 

Alpi Carniche – Gruppo Coglians – Mooskofel (UD). Da Collina al Passo Monte Croce Carnico con salita al Monte Coglians – via ferrata nord o sentiero alternativo.

Il Monte Coglians, con i suoi 2.780 metri, è la vetta più alta del Friuli-Venezia Giulia e delle Alpi Carniche. È situato sul confine tra l’Italia e l’Austria, ad ovest del passo di Monte Croce Carnico. Il Coglians, come tutto il gruppo cui appartiene, è caratterizzato da intensi fenomeni carsici; la grotta più profonda finora esplorata è l’Abisso Marinelli. Il panorama che si ammira dalla vetta è tra i più vasti e grandiosi delle Alpi orientali. Verso sud, nelle giornate più limpide, la vista può spaziare su tutta la pianura friulana fino all’Adriatico.

1° giorno. Dal Rif. Tolazzi (1.350 m), raggiunto in pullman da Collina – frazione di Forni Avoltri, si sale per strada forestale e mulattiera al Rif. Lambertenghi – Romanin (1.955 m) situato nei pressi del Passo di Volaia (confine di Stato con l’Austria) e dell’omonimo lago. Cena e pernottamento.

2° giorno. Prima colazione in rifugio e partenza per l’escursione, suddivisi in due gruppi.

Gruppo A. Dal Rif. Lambertenghi – Romanin (1.955 m) si valica il vicino Passo di Volaia e si entra in territorio Austriaco. Costeggiato il lago si transita sotto l’imponente parete nord del Coglians, fino al bivio dove inizia il ghiaioso sentiero che conduce all’attacco della via ferrata “Koban – Brunner” (difficile). Sempre ben attrezzata, la ferrata supera la parete austriaca e perviene su cresta alla vetta del Monte Coglians (2.780 m).

La discesa avviene sul versante italiano per la “via normale” su roccette gradinate, sfasciumi e ghiaioni fino a raccordarsi col “Sentiero Spinotti” che conduce al Rif. Marinelli (2.122 m) dove attende il gruppo B.

Gruppo B. Dal Rif. Lambertenghi – Romanin (1.955 m) si scende leggermente fino ad incontrare il bivio dove inizia il “Sentiero Spinotti”, percorso che fa parte della Traversata Carnica. Il sentiero, parzialmente attrezzato – ma senza particolari difficoltà – incide il versante sud del Monte Coglians attraverso valloni detritici, qualche rampa rocciosa (scalette) e una valletta ingombra di grandi massi, giungendo alla Forcella Morareet e al sottostante Rifugio Marinelli (2.122 m) dove verrà atteso il gruppo A.

A gruppi riuniti si prosegue per facile sentiero in discesa attraverso roccette, boschi e prati fino a raggiungere il Passo di Monte Croce Carnico (1.360 m).

Direttori: Silvio Todesco (gruppo A) Livio Gollin (gruppo B).

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Domenica 20 Settembre

 

Catena delle Maddalene (TN). Cima Tuatti e Cima del Lago dalla Val di Bresimo.

Il nome della catena deriva dal mondo agricolo del passato: con tale toponimo venivano infatti indicati i luoghi dove era proibito tagliare il fieno prima del 22 luglio, giorno di S. Maria Maddalena.

La Cima Tuatti e la Cima del Lago chiudono la testata settentrionale della Val di Bresimo e sono fra le cime più belle e appaganti delle Maddalene; essendo possibile salirle entrambe in giornata, esse consentono un percorso anulare del massimo interesse.

Da Malga Bordolona di Sotto (1.806 m) si sale lungo il sentiero che taglia i tornanti della strada sterrata a Malga Bordolona di Sopra (2.084 m). Seguitando tra vasti pascoli e rivi lungo il “Sentiero Bonacossa” si perviene al Passo di Palù (2.412 m) da dove si risale per facili roccette la cresta meridionale di Cima Tuatti (2.701 m).

Discesi sull’opposta dorsale alla sella quotata 2.492 m, si risale la cresta raggiungendo la Cima del Lago (2.615 m) per poi discendere nuovamente al Passo Alpaner (2.424 m) – importante valico tra la Val di Bresimo e S. Gertrude in Val d’Ultimo – e all’omonimo lago sottostante. Attraverso il sentiero che discende i prati della Val del Vento si fa ritorno alla Malga Bordolona di Sopra (2.084 m) e alla sottostante Malga Bordolona di Sotto (1.806 m) come da itinerario di andata.

Direttori: Rino Castagna e Giorgio Romio AE.

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Domenica 4 Ottobre

 

Longarone (BL). Salita al Monte Toc dalla diga del Vajont.

L’escursione proposta viene effettuata in collaborazione con la Sezione C.A.I. di Longarone.

Nell'intento di sfruttare al massimo il sistema idrografico delle Dolomiti per la produzione d'energia elettrica, in una valle laterale del Piave – la gola strettissima del Vajont – la SADE (Società Adriatica di Elettricità) fece costruire la diga a doppio arco più alta del mondo. L'operato delle maestranze e degli ingegneri fu considerevole, tanto che fu ultimata in un tempo record. Questo nuovo bacino artificiale doveva costituire una riserva quasi infinità d'acqua per alimentare le centrali idroelettriche a valle e del Veneto. Durante le fasi del collaudo, nella notte del 9 ottobre 1963, si staccò repentinamente in un blocco unico una frana gigantesca che precipitò dentro il lago artificiale. L'onda dell'acqua spostata distrusse i paesi di Erto, Casso, Longarone e frazioni, facendo 1909 vittime innocenti. La diga resistette all'immane tragedia, segno della bontà della costruzione; purtroppo il parere unanime di tutti i geologi sulla fragilità dei fianchi del Monte Toc non era stato ascoltato. La frana del Vajont, staccatasi su un fronte di due chilometro e mezzo, è la più importante mai registra nella storia dell'umanità.

Nella storia recente, non possiamo non citare i meriti di Marco Paolini per avere ricostruito nella sua opera teatrale le diverse responsabilità della tragedia del Vajont e il regista Martinelli per avere fatto riemergere la memoria collettiva con il suo film “Vajont”, come monito per le future generazioni.

L'escursione attraverso questi luoghi della memoria, ci propone di raggiungere la cima tragicamente nota del Monte Toc.

Dalla S.S. 251 (782 m) si attraversa il terreno franato all'interno del bacino della diga (oggi territorio tutelato all'interno del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane) e poi si sale per il costone che divide la valle del Vajont dalla valle del Piave, costeggiando le lastronate della frana, piano di scivolamento dello smottamento, liscio e ancor privo di vegetazione. Proseguendo per la faggeta si aggira il Costone di Vasei e si giunge all’omonima casera (1.610 m), un tempo luogo di ricco pascolo. Camminando per sentiero tagliato in mezzo ai pini mughi e poi per facili roccette, si giunge alla Cima del Monte Toc (1.921 m) dove sarà possibile godersi il panorama sopra Longarone, il bacino artificiale della Val Gallina e le cime più importanti dei monti dell'Alpago, il Dolada, il Duranno.

La discesa avviene per lo stesso itinerario di salita.

Direttori: Mauro De Biasi (Sez. C.A.I. Longarone) e Giorgio Romio AE

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Domenica 26 Ottobre

 

Braciolata di fine stagione escursionistica a Malga Pianeti sul Monte Novegno.

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COMMISSIONE ESCURSIONISMO

La Commissione Escursionismo per l’anno 2009 è così composta:

Giorgio Romio AE: Coordinatore Sezionale di Escursionismo.Commissione Escursionismo.

Mariuccia Bernar, Ottorino Bernar, Rino Castagna, Antonio Dal Lago, Andrea Fancon, Carlo Gasparella, Livio Gollin,  Giuseppina Lora, Laura Montagna, Marisa Rossato, Silvio Todesco, Carla Zanuso e Silvano Zattera.

La Commissione Escursionismo cerca nuovi volontari interessati a farne parte, per poter contare su un numero maggiore di collaboratori.

Pochi, ma essenziali, sono i requisiti richiesti, alla portata di tutti gli escursionisti appassionati:

  • interesse, motivazione ed entusiasmo;

  • costanza e partecipazione;

  • disponibilità e collaborazione;

  • spirito propositivo e d’iniziativa;

  • spirito di gruppo;

  • decisione e senso di responsabilità;

  • rispetto delle regole.

L’attività principale della Commissione Escursionismo consiste nelle cosiddette “escursioni esplorative” degli itinerari che vengono proposti per l’anno successivo e che vengono affidati a due direttori di escursione, membri della commissione, che si occupano della conduzione del gruppo.

Inoltre tutti i componenti della commissione partecipano, a vario titolo, all’organizzazione generale delle attività programmate.

E’ senz’altro un’attività impegnativa, che occupa il tempo libero, ma che offre soddisfazioni a chi vi partecipa con entusiasmo.

L’impegno non deve comunque spaventare: la consolidata esperienza dei “veterani” del gruppo e la costante collaborazione col Coordinatore Sezionale sono senz’altro un valido ausilio per chi desidera avvicinarsi a questa attività, purché realmente motivato.

I soci interessati contattino direttamente il Coordinatore Sezionale presso la Sede o durante le escursioni in programma.


SCALA DELLE DIFFICOLTA’ PER LE ESCURSIONI

Secondo il vocabolario per sentiero si intende " una via stretta ed appena tracciata tra prati, boschi, rocce, ambiti naturalistici o paesaggi antropici, in pianura, in collina o montagna".

Per il C.A.I., allo scopo di definire meglio le diverse tipologie di sentiero riscontrabili e suggerire al contempo l’interesse prevalente ed il grado di difficoltà nella percorrenza, è stata individuata la seguente classificazione:

T - turistico. Itinerari con percorsi evidenti, su stradine, mulattiere o comodi sentieri, in collina o media montagna, generalmente sotto i 2000 metri di quota. Richiedono una discreta conoscenza dell’ambiente collinare e montano e una preparazione fisica alla camminata.

E - escursionistico. Itinerari che si svolgono su sentieri o su tracce non sempre facili da reperire, spesso con dislivelli notevoli o anche a quote superiori ai 2000 metri. A volte esposti, su pendii erbosi o detritici, su tratti nevosi, con passaggi attrezzati non impegnativi. Richiedono senso dell’orientamento e conoscenza della montagna, oltre a calzature ed equipaggiamento adeguati.

EE - per escursionisti esperti. Itinerari che comportano singoli passaggi rocciosi di facile arrampicata, attraversamento di canali nevosi, tratti aerei ed esposti, passaggi su terreno infido come pure i percorsi attrezzati e le vie ferrate. Richiedono equipaggiamento e preparazione adeguata, esperienza di montagna, passo sicuro e assenza di vertigini; in caso di neve possono essere necessari la piccozza ed i ramponi.

EEA - per escursionisti esperti con attrezzature. Percorsi attrezzati, anche difficili che necessitano di ottima esperienza di montagna, attrezzatura completa (casco protettivo, imbragatura, dissipatore, cordini, moschettoni, calzature da roccia) e conoscenze adeguate per l’impiego della stessa.

A - alpinistico. Itinerari che richiedono la conoscenza delle manovre di cordata, l’uso corretto di piccozza e ramponi, buon allenamento ed esperienza di alta montagna.


Regolamento Escursioni

Norme generali:
1 - La Commissione Escursionismo adotta ogni precauzione per tutelare l’incolumità dei partecipanti; questi, in considerazione dei rischi e dei pericoli inerenti allo svolgimento dell’attività alpinistica ed escursionistica, esonerano la Sezione C.A.I. di Valdagno ed il direttore di gita da ogni responsabilità civile e penale per infortuni che venissero a verificarsi durante le escursioni sociali.
2 - Nel caso di trasferimenti con vetture private il C.A.I. declina ogni responsabilità per eventuali incidenti che dovessero accadere durante i viaggi di trasferimento, intendendosi la gita iniziata e finita rispettivamente nel momento in cui si abbandonano e si riprendono gli automezzi.

Iscrizioni alle escursioni:
1 - Le iscrizioni accompagnate dalla quota fissata si ricevono di norma il Giovedì e Sabato, durante l’orario di apertura della Sede, fino al raggiungimento del numero massimo di partecipanti. Negli altri giorni l’iscrizione può essere effettuata, ma solo per le gite escursionistiche, anche presso il seguente recapito nell’orario di apertura dello stesso, sempre comunque fino al raggiungimento del numero massimo di partecipanti:
Bar dalle Gemelle - via Marconi Valdagno
2 - Il ritrovo per la partenza avverrà con qualsiasi tempo; eventualmente il direttore di escursione potrà decidere per la sospensione o per la scelta di un diverso itinerario.
3 - Gli orari stabiliti saranno osservati, i ritardatari non saranno attesi.
4 - La soppressione anticipata della escursione dà diritto al rimborso della quota versata.

Comportamento durante la escursione:
1 - Il comportamento in pullman e durante l’intero svolgimento della escursione deve ispirarsi alle norme della civile educazione.
2 - I partecipanti devono attenersi alle decisioni del direttore di escursione, anche se diverse dal programma.
3 - A nessuno è consentita una scelta di percorso diversa dal programma stabilito se non su decisione del direttore di escursione.
4 - Eventuali dissensi o reclami dovranno essere presentati successivamente soltanto al Consiglio Direttivo della Sezione.
5 - I partecipanti devono seguire l’itinerario previsto, percorrendo il sentiero segnato nel pieno rispetto della Natura.
6 - Nel caso di escursioni di particolare impegno o alpinistiche è facoltà del direttore di escursione escludere dalla partecipazione le persone non ritenute idonee o insufficientemente equipaggiate o non in grado di affrontare le difficoltà del percorso con sufficiente sicurezza.

N.B.: all’atto dell’iscrizione alla escursione il partecipante si impegna ad osservare il programma ed il presente regolamento.

A tale proposito si ricorda che ogni persona che pratica la montagna ha il dovere di prepararsi sia fisicamente che tecnicamente; se la preparazione fisica è lasciata all’iniziativa del singolo, la Sezione, tramite la Scuola di Montagna "GINO SOLDA'", offre a tutti i propri iscritti un’ampia possibilità di aggiornamento tecnico con corsi specifici.

 


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 Aggiornato il: 05-09-09

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