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GRUPPO ESCURSIONISTICO "GABRIELE E PAOLO"
PROGRAMMA - ESCURSIONI 2012
Guardando una vecchia foto di una gita sociale, penso risalente agli anni
'50, ho notato una nutrita comitiva comodamente seduta sul cassone di un camion,
allegra e festante. Sono passati sessant'anni e oggi si viaggia in pullman, con
l'aria condizionata e tutti i comfort, ma lo spirito è quello di allora;
identica è la voglia stare in compagnia e di percorrere le nostre amate
montagne, in cui ognuno può trovare quello che vi cerca.
"Ex pluribus unum" dicevano i latini, ossia "dai molti, una sola realtà".
Nel CAI significa una realtà basata sul volontariato, che mette insieme
passione, capacità, impegno e disponibilità di quanti si adoperano per
diffondere la conoscenza della montagna. "Una montagna di attività" è poi il
motto del CAI Valdagno, e noi ci inseriamo nel contesto con il programma 2012
che ho il piacere di presentare in questo libretto.
Come posti nuovi ci sono le proposte del 20 maggio sulle Prealpi Giulie e del 3
giugno in alta Val Seriana. Per quanto riguarda le escursioni di più giorni vi
segnalo il trekking in Sardegna, nell'Iglesiente (sud-ovest della regione), nel
"ponte" del 1° maggio: uno spettacolare itinerario tra vecchie miniere, lunghe
spiagge e faraglioni, sempre in vista di un mare blu cobalto.
Altra proposta di due giorni, 8 e 9 settembre, è il Cornone di Blumone nel
Gruppo dell'Adamello. La proposta nasce dall'insistente pressione di Carlo, che
da oltre dieci anni vuole portarci su questa singolare montagna dell'Alta Valle
del Caffaro.
Visto il buon esito degli ultimi due anni, viene confermata l'escursione
intersezionale con il CAI di Arzignano, che quest'anno si svolgerà sulle Pale di
San Martino, dal Passo Cereda a Cant del Gal.
Per le attività formative c'è il 4° corso E2, anch'esso intersezionale con il
CAI di Arzignano, che si svolge a partire da settembre e che vi invito
caldamente a frequentare: conoscenza uguale sicurezza e in montagna, si sa, non
è mai troppa.
corsi
Infine due novità. Una riorganizzazione delle escursioni invernali con le
ciaspole che speriamo diano nuova linfa a questa attività; ci sono tre proposte
tra cui una "notturna" e una intersezionale con il CAI di Dueville. L'altra
novità è un
concorso fotografico. Senza la pretesa di avere autentici "scatti
d'autore" verrà premiata la più bella foto scattata in una delle escursioni in
programma. I giudici sarete voi, durante la consueta serata dedicata alla
visione delle fotografie della stagione escursionistica. Trovate tutte le
informazioni su questo libretto.
Come vedete ce n'è per tutti e per tutti i gusti…
Buona montagna!
Il Coordinatore Sezionale di Escursionismo
Giorgio Romio AE
ESCURSIONI INVERNALI CON LE CIASPOLE
Anche quest'anno, nell'ambito della Commissione Escursionismo, un gruppo di
accompagnatori propone alcune uscite nell'ambiente innevato. Le luminose
giornate invernali e il paesaggio con la neve regalano grandi emozioni. Andremo
con le ciaspole, su percorsi facili o di media difficoltà. E' richiesto un
minimo di allenamento, perché camminare con le ciaspole è un po' più faticoso,
ma può dare tanta soddisfazione! Prima dell'inizio delle escursioni verrà
effettuata una serata di presentazione delle uscite a scopo divulgativo,
comprendente brevi nozioni sull'utilizzo delle ciaspole e sulla sicurezza nella
montagna invernale. Ogni partecipante dovrà provvedere autonomamente a dotarsi
delle ciaspole. Chi non ne avesse di proprie, potrà noleggiarle presso negozi
della vallata. Tutte le escursioni verranno effettuate con auto proprie. Il
programma verrà esposto nelle locandine del CAI e sul sito www.caivaldagno.it e
potrà subire variazioni a seconda della situazione meteorologica e delle
condizioni di innevamento.
Programma:
LOCANDINA
Venerdì 27 Gennaio. Serata di presentazione delle uscite. Nozioni sull'utilizzo
delle ciaspole e sui pericoli della montagna invernale (relatore Giorgio Romio
EAI).
Domenica 5 Febbraio. Podesteria, Lessinia veronese.
Sabato 11 Febbraio. Rif. C. Battisti alla Gazza. Escursione serale "al chiar di
luna".
Domenica 19 Febbraio. Col Santo, Massiccio del Pasubio.
Domenica 4 Marzo. Forca Rossa, Gruppo della Marmolada. Escursione intersezionale
con CAI Dueville.
Tutte le escursioni verranno effettuate con auto proprie.
Organizzazione e direzione:
Giorgio Romio AE-EAI, cell. 349/1605263
Sabina Bollori (CAI Recoaro T.), cell. 339/4673076
Marcellino Cariolato, cell. 340/8215692
Antonella Roana, cell. 347/6237459
Martedì 01 - Domenica 06 Maggio
Sabato 08 - Domenica 09 Settembre
LOCANDINA
Serata di proiezione fotgrafie.
Prima dell'inizio del programma 2012 viene organizzata, presso la Sede, la
consueta serata di proiezione delle fotografie scattate durante le escursioni
del 2011.
Durante la serata ci sarà la presentazione del concorso fotografico del nostro
gruppo.
Domenica 01 Aprile
Lago d'Idro (BS). Da Pieve Vecchia ad Anfo attraverso le creste del Dosso Sassello e il Monte Paghera.
PARTENZA: VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT ORE: XX.xx - QUOTA SOCI: €. XX,00
"Riedizione" dell'escursione effettuata il 11/04/2010, non completata causa
maltempo.
Il Lago d'Idro è il più piccolo dei tre laghi bresciani;
è stato generato dal grande ghiacciaio
che scendeva nelle valli comprese fra
l'Adamello e il Brenta, il cui ritiro ha lasciato
questo piccolo fiordo quasi completamente
circondato da montagne comprese fra 1.000
e 1.500 metri di quota.
Da Pieve Vecchia (387 m) attraversata la statale,
di fronte alla chiesa, si percorre una stradina
a tratti cementata fino al sentiero che si
alza rapidamente e con numerosi tornanti,
permettendo di guadagnare quota. Il sentiero
si apre in cresta conducendo alla prima
cima: il Dosso Sassello (1.006 m) da dove si
gode un meraviglioso panorama sul lago.
Una leggera discesa porta al Monte Canale
(975 m) dove si trova un ex roccolo e si gode
ancora una stupenda vista sul lago. Con
un'ulteriore discesa si raggiunge il Passo di
Costa Verde (922 m) dal quale, con un po' di
attenzione, si dovranno salire due semplici
camini rocciosi e un ripido tratto guadagnando
la larga cresta erbosa che conduce alla
cima più alta, il Monte Paghera (1.125 m).
Con alcuni saliscendi si raggiunge un passo
dal quale si cala nella Val Paghera in fitto
bosco che, a tratti, permette di vedere l'abitato
di Anfo. Giunti al Torrente del Re e superatolo
con incerto guado, si perviene ad
Anfo alla chiesetta di S. Petronilla (391 m).
Direttori: Antonella Roana cell. 347/6237459 Laura Montagna cell. 348/0134775.
Domenica 22 Aprile
Lago di Garda (BS). Salita a Punta Larici da Limone sul Garda.
PARTENZA:
VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT
ORE: XX.xx
-
QUOTA SOCI:
€. XX,00

Le
montagne dell'entroterra di Limone sul Garda vengono considerate un vero e
proprio paradiso per gli amanti delle passeggiate, del trekking e della mountain
bike. Una fittissima rete di sentieri e mulattiere, per lo più risalenti agli
anni della guerra, collega Limone con Tremosine, Tignale e la Valle di
Ledro,
consentendo una grande varietà di escursioni.
L'itinerario parte dalla Strada Gardesana, a 2 km circa da Limone sul Garda, nei
pressi dell'Albergo Panorama (107 m). Il sentiero sale ripido costantemente,
rimonta le pendici di Punta Larici, attraversando una zona spoglia di
vegetazione per la natura sassosa del terreno e per gli effetti degli incendi.
Da Punta Larici (881 m) si gode un bellissimo panorama sul Lago. L'itinerario
prosegue poi toccando Malga Palaer (946 m) e salendo al Passo Rocchetta (1.158
m), apice del percorso.
Per la discesa si imbocca il sentiero in direzione sud-ovest passando sotto la
Cima di Mughera e confluendo nella Valle del Singol, che si percorre lungo il
sentiero "Antonioli" fino a Limone sul Garda (67 m).
Direttori: Marcellino Cariolato cell. 340/8215692 - Carlo Gasparella cell. 339/2400675.
Martedì 01 - Domenica 06 Maggio
Sardegna - Iglesiente (CI). Soggiorno turistico - escursionistico con trekking da Fontanamare a Cala Domestica.
PARTENZA: VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT ORE: XX.xx - QUOTA SOCI: €. XX,00
"Riedizione" dell'escursione effettuata il 25/04/1999.
Un
percorso in tre tappe che risale la costa dell'Iglesiente, nell'Ovest della
Sardegna, in un paesaggio ai confini della realtà tra scogliere a picco sul
Mediterraneo e antiche miniere. Uno dei tratti di costa sarda più belli e
selvaggi, fra lunghe spiagge e faraglioni, resta al margine delle rotte
turistiche. Siamo andati a esplorarlo noi, con un trekking spettacolare in tre
tappe che si snoda tra Fontanamare e Cala Domestica. L'ultima tappa, la più
bella, è denominata "Miniere nel Blu" e il nome è davvero emblematico.
Dopo lo sfruttamento delle miniere, l'Iglesiente riscopre il fascino della sua
natura forte, delle cale e dei lidi, delle scogliere e della macchia
mediterranea, delle arcate naturali sul mare e delle dune. È un paradiso poco
popolato, dove i complessi minerari dismessi, attivi fino a poco tempo fa, sono
parte integrante e armonica del territorio.
Alcuni degli antichi complessi minerari lungo il percorso sono visitabili, dando
un valore aggiunto all'itinerario. Anche in questo modo si ritrova una Sardegna
dimenticata, da sempre dedita all'estrazione di solfuri - soprattutto di piombo
- ancora presenti ma economicamente sconvenienti da estrarre.
Il trekking parte da Fontanamare, al termine dei tre chilometri della spiaggia
di Plagemesu, dimora di uccelli marini. Quindi si incontrano le rovine della
Laveria Lamarmora, reperti di archeologia mineraria. Ed ecco il paese di Nebida,
sulle cale rocciose di color verde e vinaccia, e i ciottoli rossi di Portu
Banda, gli scisti di Porto Ferro, le pietre di Porto Corallo e ancora le spiagge
dorate di Masua, di fronte all'isolotto del Pan di Zucchero, battuto dalle onde,
e vicino alle gallerie minerarie di Porto Flavia, che visiteremo.
Poi il sentiero sale alle falesie, passa una selva di ginepri prostrati dal
vento, fino al teatro naturale della Baia di Canal Grande. Una grotta trapassa
le pareti di Punta Cubedda: i flutti vi creano uno spettacolo insolito. Infine
le pareti precipitano in mare a Sa Cala de Su Forru o Porto Sciusciau,
concludendo con la perla di Cala Domestica dalle acque smeraldine.
Programma di massima:
1° giorno. Viaggio in pullman all'aeroporto e volo su Cagliari. Trasferimento in pullman a Portoscuso e
sistemazione in hotel (lo stesso per tutto il soggiorno).
2° giorno. Trekking 1° tappa: Fontanamare - Nebida. Bagni di mare.
3° giorno. Trekking 2° tappa: Nebida - Porto Flavia. Visita delle miniere e
bagni di mare.
4° giorno. Trekking 3° tappa: Porto Flavia - Cala Domestica ("Miniere nel Blu").
Bagni di mare.
5° giorno. Visita alla Grotta di S. Barbara a Iglesias. Bagni di mare.
6° giorno. Viaggio di ritorno con le stesse modalità dell'andata.
Inizio iscrizioni: venerdì 13 gennaio 2012, con serata di presentazione.
Direttori: Giorgio Romio AE cell. 349/1605263 - Carla Zanuso cell. 333/3002403.
Domenica 20 Maggio
Prealpi Giulie (UD). Salita al Monte Cuarnan da Montenars, versante sud.
PARTENZA:
VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT
ORE: XX.xx
-
QUOTA SOCI:
€. XX,00

Il monte Cuarnan (1.372 m), che appartiene alla catena delle Prealpi Giulie, è
una larga piramide erbosa dalla quale lo sguardo può spaziare sull'intero
Friuli. Il monte si eleva per quasi 300 metri sopra sella Foredor, che lo divide
dal monte Chiampon. Lungo la salita (a quota 1.310 m) si può ammirare una
scultura nella roccia, raffigurante un volto di donna rivolto verso la pianura,
e firmata "Il Cavalier dei Monti". Sulla cima del monte è situata la cappella
del Cristo Redentore, edificata nei primi anni del secolo e ricostruita nel 1985
dopo che il terremoto del 1976 l'aveva completamente distrutta.
La Cristianità voleva celebrare l'inizio del XX secolo innalzando 20 croci sui
punti più alti d'Italia. Il
Cappellano di Montenars ebbe l'idea di collocare una croce sulla cima del monte
Cuarnan e la popolazione accolse con entusiasmo la sfida e volle fare di più:
invece di una semplice croce in ferro propose la costruzione di una
chiesetta-monumento, sormontata da una croce. Nel settembre 1901 fu benedetta la
prima pietra e i lavori durarono un anno. La chiesetta è a tronco di piramide
quadrangolare con 5 m di lato e 12 m di altezza e sostiene una croce in ferro
alta 5 m.
Dalla piazza di Montenars (519 m) per strada asfaltata si raggiunge la borgata
di Jouf (598 m). Prima per stradina e poi per sentiero, si sale nel bosco sempre
più rado, superando un rilevo ben marcato chiamato Zuc de Crôs (858 m) e un
secondo rilievo (934 m) con delle rocce bianche. Si prosegue puntando
all'evidente costone ripido che culmina sull'orlo detto "Ors di Cuarnan" e si
raggiunge in ambiente aperto la sommità dello spallone cosparso di sassi bianchi
di origine calcarea. Proseguendo sempre sul margine destro del pendio
soprastante Montenars, si perviene al Ricovero Elio Pischiutti (1.336 m,
incostudito, sempre aperto). In breve si raggiunge la cresta sommitale che quasi
in piano conduce alla chiesetta del Redentore, sulla vetta del Monte Cuarnan
(1.372 m).
La discesa avviene sul versante sud-est, giungendo a valle in loc. Roccolo (649
m) da dove si fa ritorno a Montenars (519 m) lungo la strada asfaltata.
Direttori: Luciano Campanaro cell. 338/1381110 - Rino Castagna cell. 340/6441101.
Domenica 03 Giugno
Alpi Orobie - Val Seriana (BG). Sentiero dei Fiori "C. Brissoni".
PARTENZA:
VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT
ORE: XX.xx
-
QUOTA SOCI:
€. XX,00

Alle pendici del Monte Arera, nel Parco delle Orobie Bergamasche, in Alta Val
Seriana, si snoda il famoso "Sentiero dei Fiori" all'interno di un giardino
botanico d'alta quota. E
uno tra i più interessanti itinerari naturalistici delle Prealpi Bergamasche,
dal quale si possono ammirare spettacolari paesaggi con colorate fioriture
inattese e di insuperabile valore botanico. La ricchezza di questo ambiente è
determinata in particolar modo da alcune piante endemiche, cioè piante che non
si trovano in nessun altro luogo. Il "Sentiero dei Fiori" attraversa a quota
2.000 metri i ghiaioni della Val d'Arera e del Mandrone.
Da Zambla Alta, località Plassa (1.169 m) per ripida strada e sentiero (accorciatoie)
si giunge al Rifugio Cà d'Arera (1.600 m) e al successivo Rifugio Capanna 2000
(2.000 m). Da qui inizia il "Sentiero dei Fiori", un percorso ad anello su
facile sentiero che raggiunge il Passo Gambia (2.059 m), la Bocchetta di Corna
Piana (2.078 m), per poi arrivare al Passo Branchino (1.821 m).
Si ritorna poi per la Val Vedra, risalendo per circa 200 m fino al Rifugio
Capanna 2000 e rientrando al punto di partenza di loc. Plassa (1.169 m) per lo
stesso percorso di andata.
Direttori: Luciano Campanaro cell. 338/1381110 Laura Montagna cell. 348/0134775
Domenica 17 Giugno
Escursione intersezionale con C.A.I. di Arzignano.
Pale di San Martino (TN). Traversata delle Rocchette dal Passo Cereda a Cant del
Gal.
PARTENZA:
VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT
ORE: XX.xx
-
QUOTA SOCI:
€. XX,00

"Riedizione" dell'escursione programmata per il 23/05/2010 e non effettuata.
Questo percorso, che attraversa in prossimità del crinale sommitale il versante
esterno (SE) del Sottogruppo di Val Canali nelle Pale di San Martino, è a tratti
un po' faticoso, ma di alto interesse paesaggistico. Il sentiero costituisce una
bellissima tappa dell'Alta Via delle Dolomiti n. 2, l'ultima nelle Pale, ma nel
complesso questa propaggine meridionale è tra le zone meno frequentate
dell'intero gruppo. Da tutto l'alto sentiero si godono magnifiche vedute su
importanti gruppi delle Dolomiti (Schiara, Monti del Sole, Cimonega, Vette
Feltrine) nonché sugli sparuti abitati dell'alta Val del Mis. Singolare è la
serie di bizzarri pinnacoli di roccia che il sentiero attraversa nel suo primo
tratto.
Dal Passo Cereda (1.361 m) dapprima per stradina e poi per sentiero si sale
rapidamente nel bosco, indi tra folte macchie di cespugli e su pendii prativi
fino alla zona dei pinnacoli rocciosi (1.900 m). Sempre ben segnalato il
sentiero attraversa con vari saliscendi - ma nel complesso in salita - e con
qualche punto un po' esposto la selva di pinnacoli , raggiungendo una spalla del
pendio, poco sotto il Passo Regade. Da qui si prosegue attraverso chine ghiaiose
o erbose sotto le pareti del Monte Feltraio, delle Rocchette e di Cima d'Oltro
verso un'altra spalla molto pronunciata, giusto al di sotto di Forcella d'Oltro,
che si raggiunge rapidamente per erto canalone in ripida salita (2.094 m).
Dall'insellatura si cala nel contrapposto Vallon d'Oltro che degrada con miti
roccette e per ghiaie. Lasciato il sentiero per il Rif. Treviso si scende
ulteriormente fino a confluire in Val Canali, che si percorre fino a Cant del
Gal (1.180 m) dove si conclude la traversata.
Direttori: Giorgio Romio AE cell. 349/1605263 - Silvio Todesco cell. 333/1053129.
Domenica 01 Luglio
Catena di Lagorai (TN). Da Palù del Fersina ai rifugi Sette Selle e Lago Erdemolo con giro delle creste.adini di Misurina (BL). Salita al Rif. Città di Carpi.
PARTENZA:
VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT
ORE: XX.xx
-
QUOTA SOCI:
€. XX,00

"Riedizione" dell'escursione effettuata il 26/06/1994.
L'escursione proposta si svolge in Valle dei Mòcheni (Bersntol in mòcheno,
Fersental in tedesco), nota anche come Valle del Fèrsina, la quale è una vallata
in provincia di Trento percorsa dal torrente Fersina, dalla sua sorgente fino
alla cittadina di Pergine Valsugana. L'area è nota per la presenza di un'isola
linguistica germanofona di origine medievale, quella dei Mocheni. La valle è
attorniata dalle vette incontaminate del settore occidentale della Catena di
Lagorai ed è ricca di pascoli e di boschi, in particolare larici e abeti rossi.
La sua economia è essenzialmente agricola: rinomata la coltivazione di piccoli
frutti (fragole, lamponi, more, mirtilli ecc.), particolarmente sviluppatasi
nell'ultimo ventennio soprattutto nei dintorni di Sant'Orsola Terme.
Da Palù del Fersina, loc. Lenzi (1.360 m), si percorre la strada asfaltata per 2
km circa, fino a loc. Frotten (1.522 m) alla testa della Valle dei Mocheni. In
circa 1 ora e mezza si raggiunge il Rif. Sette Selle (1.990 m) percorrendo la
stupenda Val di Làner. Risalendo per mulattiera militare un'ampia e selvaggia
conca pietrosa, si rimonta a zig zag fino allo sperone sotto la parete nord
della Cima di Sette Selle (2.288 m). Si prosegue per facile sentiero che scende
un po' di quota e poi traversa il fianco ovest della cima di Sette Selle, il
Sasso Rotto, il Sasso Rosso fino all'ampia Forcella di Conella (2.198 m) e la
successiva Forcella Cavè (2.184 m). Proseguendo in costa, con leggeri
saliscendi, si aggira il Monte del Lago e si cala leggermente fino alla Forcella
del Lago (2.213 m), dove possiamo finalmente scorgere il magnifico Lago Erdemolo
con le sue acque azzurro cobalto, e il vicino rifugio omonimo (2.024 m), che si
raggiunge in breve. Per facile mulattiera si scende a fondovalle in loc. Frotten
(1.530 m) e per strada asfaltata al punto di partenza di loc. Lenzi (1.360 m).
Direttori: Mariuccia Bernar cell. 338/1653064 - Marcellino Cariolato cell. 340/8215692.
Domenica 15 Luglio
Monti Sarentini (BZ). Traversata dalla Val Passiria alla Val di Pennes attraverso Punta Cervina.
PARTENZA:
VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT
ORE: XX.xx
-
QUOTA SOCI:
€. XX,00

La Val Sarentina e la successiva Val di Pennes sono il cuore dell'Alto Adige, in
questo cuore pulsa un insieme di boschi, pascoli valli e cime intorno ai 2.500
metri. I Monti Sarentini non sono altissimi; le massime elevazioni sono Punta
Cervina 2.781 m ad ovest (la nostra meta) e Cima San Giacomo 2.741 m ad est, ma
ci sono circa 500 masi oggigiorno ancora perno dell'economia della valle:
qui abitano pastori, agricoltori e boscaioli che con la loro ospitalità offrono
al turista attento e rispettoso quanto di meglio la natura ha dato loro.
L'escursione inizia da Klammeben (1.980), ossia dalla stazione a monte della
funivia Hirzer che sale dal paese di Saltusio, qualche chilometro a nord di
Merano, all'inizio dalla Val Passiria. Da qui, su buon sentiero, si sfiora il
Rif. Punta Cervina (Hirzerhütte, 1.983 m) e si raggiunge la storica Tallner Alm
(2.017 m). Con direzione sud si raggiunge il sentiero, a tratti un po' incerto e
impegnativo, con qualche roccetta, che risale la cresta fino al Giogo Piatto
(2.678 m) e alla vicina Punta Cervina (2.781 m), la cima più alta dei Sarentini.
Ritornati al Giogo Piatto inizia la lunga discesa verso la Val di Pennes,
toccando varie malghe (Anteranalm, 2.053 m - Premstallötz, 1.677 m - Durralm,
1.668 m) fino ad imboccare la Val della Sega che si percorre fino alla S.S. 508
per il Passo Pennes all'altezza di Sonvigo, frazione di Campodironco (1.170 m).
Direttori: Rino Castagna cell. 340/6441101 - Antonella Roana cell. 347/623745.
Domenica 26 Agosto
Dolomiti di Sesto (BZ). Via ferrata del M. Paterno o sentiero alternativo.
PARTENZA:
VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT
ORE: XX.xx
-
QUOTA SOCI:
€. XX,00

Le Tre Cime di Lavaredo costituiscono uno dei gruppi montuosi più noti delle
Dolomiti. I tre enormi monoliti slanciati verso il cielo hanno riempito da anni
guide turistiche, libri, cartoline ricordo, calendari diffusi in tutto il mondo.
La conquista alpinistica di queste vette risale agli anni tra il 1869 ed il 1891
ad opera dell'alpinista austriaco Paul Grohmann, coadiuvato dalla guida di Sesto
Michele Innerkofler. Da quegli anni in avanti le Tre Cime vennero scalate per le
vie più ardite ed impensabili e tuttora sono frequentatissime da rocciatori che
ripercorrono le vie dei grandi del passato o cercano di aprirne di nuove in un
crescendo di gradi di difficoltà di arrampicata.
Tra queste cime e le circostanti (Monte Piana, Monte Paterno, ecc..) vi furono
aspri combattimenti durante il corso della Grande Guerra (1915-18) e di questo
rimangono molte testimonianze come trincee, gallerie e fortificazioni.
Il confine tra Veneto ed Trentino Alto Adige passa a cavallo delle cime e sopra
Forcella Lavaredo. Le foto classiche delle Tre Cime, che le presentano
nettamente distinte e in tutta la loro maestosità, sono prese dai dintorni del
Rif. Locatelli, nel territorio del Parco delle Dolomiti di Sesto, in provincia
di Bolzano.
Per questa escursione sono previsti due percorsi, entrambi con partenza e arrivo
al Rif. Auronzo.
Gruppo A: Dal Rif. Auronzo (2.320 m) si prende il percorso n. 101 toccando il
Rif. Lavaredo (2.344 m,
comoda stradina) e Forc. Lavaredo (2.454 m), per passare poi nel ghiaione sotto
le rocce della Croda
Passaporto e del Monte Paterno ed arrivare in prossimità del Rif. Locatelli
(2.405 m). Qui si incrocia il sentiero
De Luca - Innerkofler, che passando accanto ad un curioso monolite noto come
"salsiccia di
Francoforte", porta alle gallerie del Paterno (necessaria torcia elettrica e
attenzione alla testa!). Superate le
gallerie, con numerosi irti scalini, si arriva all'attacco della via ferrata,
non difficile, ma dove occorre attenzione
per i probabili residui di neve, giungendo quindi alla Forc. del Camoscio (2.650
m). Di qui, sulla
destra, inizia un altro breve tratto di via ferrata, che per facili roccette
nella parte finale porta alla sommità
del Paterno (2.744 m), da cui si gode di una stupenda veduta delle Tre Cime, e
di un favoloso panorama
a 360 gradi della zona dolomitica.
Ritornati alla Forc. del Camoscio si prende il sentiero delle creste, in parte
attrezzato, costituito da un
divertente e panoramico saliscendi toccando Forc. dei Laghi (2.600 m) e Forc.
Pian di Cengia (2.522 m),
donde in breve all'omonimo rifugio (2.528 m).
Gruppo B: Dal Rif. Auronzo (2.320 m) si prende il sentiero n. 105 (Alta Via
delle Dolomiti n. 4) che, passando
dalla Forc. del Col de Mezo (2.315 m), aggira da nord il Gruppo delle Tre Cime
abbassandosi fino
a quota 2.220 m, per poi raggiungere il Rif. Locatelli (2.405 m). Si prende
quindi il sentiero n. 101 passando
accanto ai Laghi dei Piani, sul ghiaione a nord del Paterno, per raggiungere
Forcella Pian di Cengia e
l'omonimo rifugio (2.528 m). A gruppi riuniti si ritorna a Forc. Pian di Cengia
e si prende il sentiero 104 che
scende ai Laghi di Cengia (2.324 m),
per poi risalire al Rif. Lavaredo
(2.344 m) e raggiungere in pochi
minuti il Rif. Auronzo (2.320 m).
Direttori: Silvio Todesco (gruppo A) cell. 333/1053129 e Livio Gollin (gruppo B) cell. 339/2294033.
Sabato 08 - Domenica 09 Settembre
Gruppo dell'Adamello (BS). Salita al Cornone di Blumone e Giro del Blumone.
PARTENZA:
VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT
ORE: XX.xx
-
QUOTA SOCI:
€. XX,00

Ci troviamo nella parte meridionale del Gruppo dell'Adamello, nel parco naturale
omonimo, in una stupenda conca glaciale occupata da un lago naturale
trasformato, nei primi del '900, in bacino artificiale dal nome curioso: Lago
della Vacca, dalla forma di una roccia nelle vicinanze che, vista da lontano,
assomiglia appunto ad una vacca. Il Cornone di Blumone è l'imponente massiccio
che chiude a nord la bella conca del Gàver, nell'alta Valle del Caffaro, in
un'area di grande interesse geologico.
Altezza, posizione decentrata ed isolamento del Cornone di Blumone ne fanno uno
spettacolare belvedere.
Gruppo A: Per sentiero alpinistico si risale lo sperone roccioso che scende
dall'anticima N, senza via obbligata (presenti segnavia) fino a raggiungere un
pianoro sommatale. Si traversa su ghiaioni e roccette puntando verso la cima,
superando un salto roccioso, un breve pendio e una selletta. Risalito un canale
roccioso si devia a destra e si rimonta la cresta finale fino alla croce di
vetta e al traliccio del punto trigonometrico del Cornone di Blumone (2.843 m).
Discesa per lo stesso itinerario al Passo di Blumone.
Gruppo B: Con sentiero a tratti ripido, ma non pericoloso, si passa presso i
ruderi di un vecchio rifugio e resti di costruzioni della Grande Guerra, fino a
raggiungere la panoramica Cima di Laione (2.760 m). Tempo permettendo si possono
vedere il Badile Camuno, il Disgrazia, il Bernina e le più alte cime
dell'Adamello.
Discesa per lo stesso itinerario al Passo di Blumone.
A gruppi riuniti si completa il giro del Blumone scendendo poco sotto il Passo
del Termine (2.200 m) e al Casinetto di Blumone (2.099 m). Proseguendo in
discesa si toccano Malga Gnagnu (1.801 m) e Malga Fascia (1.660 m) fino a
raggiungere il punto di partenza del primo giorno, presso la Locanda Gaver
(1.505 m)
Direttori: Carlo Gasparella cell. 339/2400675 - Mariuccia Bernar cell. 338/1653064.
Domenica 23 Settembre
Pale di San Martino - Sottogruppo del Focobòn (BL). Traversata da Garès a Falcade attraverso il sentiero attrezzato della Punta dei Mar o sentiero alternativo.
PARTENZA:
VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT
ORE: XX.xx
-
QUOTA SOCI:
€. XX,00

"Riedizione" dell'escursione programmata per il 26/09/2010 e non effettuata.
La Punta dei Mar è una verde e nera massa montuosa che s'eleva tra il Cimon de
la Stìa e i Campanili dei Lastèi, conficcando così nelle chiare dolomie della
catena del Focobòn la contrastante dorsale vulcanica del sottogruppo cui
appartiene. La cresta superiore è costituita da una successione di balze
chiamata "scala", tra i precipitosi salti della fascia intermedia. Questa
fiancata veniva un tempo regolarmente falciata ed ognuna di tali rampe da
capogiro portava un nome preciso (il palòn, la pala longa, le pale della schita,
la pala inta e la pala fora…). I "Mar" da cui prende il nome la montagna sono i
covoni di fieno raccolto.
Il nuovo sentiero attrezzato che raggiunge la cima, inaugurato nel 2005, non
deturpa la montagna, seguendo un percorso logico. Un percorso dove il cavo
metallico è un ausilio nel seguire un percorso già esistente nella montagna e
non l'unico mezzo per forare una parete altrimenti inaccessibile.
Da Garès (1.381 m) per strada forestale e sentiero si raggiunge il rinnovato
agritur di Malga Stìa (1.785 m). Attraversato il grandioso alpeggio del Pian de
la Stìa per ripido sentiero si raggiunge la Forcella della Stìa (2.190 m) dove
verranno formati due gruppi.
Gruppo A: Seguendo il vecchio percorso d'accesso alla cima il sentiero
attrezzato supera varie balze rocciose, mai con troppa esposizione, supera
alcune affilate creste prative (non attrezzate) che vanno percorse con prudenza
e raggiunge faticosamente la Punta dei Mar (2.365 m). Raggiunta la base dei
Campanili dei Lastèi di Focobòn, si percorre una cengia attrezzata liscia ed
esposta facilitata da corde fisse e pioli a sbalzo, raggiungendo un franoso
canalino che si percorre in discesa, fino alla congiunzione col sentiero
principale. Di qui in breve si raggiunge la Casera Focobòn (1.894 m) dove
attende il gruppo B.
Gruppo B: Passati nel grande solco della Valle di Focobòn, per ripido sentiero
in discesa si raggiunge l'ampia radura dove è collocata la Casera Focobòn (1.894
m) ora adibita a bivacco.
A gruppi riuniti si scende per il sentiero che percorre tutta la Valle di
Focobòn, raggiungendo per mulattiera la frazione Molino di Falcade (1.184 m).
Direttori: Silvio Todesco (gruppo A) 333/1053129 - Carla Zanuso (gruppo B) 333/3002403.
Domenica 07 Ottobre
Massiccio del Grappa (TV). Dal Santuario della B.V. del Covolo al M. Grappa attraverso il "Sentiero del Frontale".
PARTENZA:
VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT
ORE: XX.xx
-
QUOTA SOCI:
€. XX,00

"Monte Grappa, tu sei la mia patria". Queste parole, che abbiamo sentito decine
di volte, potrebbero far riflettere: un monte che rappresenta la patria! Una
patria per la quale combattere e morire: piemontesi, veneti, sardi, ...
Dal novembre 1917 al novembre 1918 vi combatterono e morirono migliaia di
giovani, più di 22.000 contando entrambi gli eserciti. Dopo Caporetto, il 27
ottobre 1917, la conquista del Monte Grappa avrebbe consentito agli
austro-ungarici l'accesso alla sottostante pianura veneta, con la conseguente
disfatta italiana; i soldati sul Grappa, consapevoli del compito a loro
affidato, contrastarono duramente il nemico, arrivando così ad arrestarlo, a
respingerlo e a travolgerlo per sempre nel 1918. Sul Grappa vi furono cruente
battaglie d'arresto, battaglie difensive e battaglie offensive, conclusesi con
la vittoria italiana e la fine della Grande Guerra. Possiamo dire che il Grappa
ha ben assolto il proprio compito, ma ad un prezzo di vite altissimo! L'Ossario
di Cima Grappa rappresenta il sito storico di maggior rilievo. Fu edificato nel
1935 per ricordare i caduti di ambo le parti; esso raccoglie le spoglie di
12.615 caduti italiani 10.295 caduti austro-ungarici. L'escursione proposta, pur
con notevole dislivello, si svolge soltanto in salita; il pullman verrà a
prenderci a Cima Grappa, dopo la visita all'ossario.
E' un interessante itinerario di cresta, diretto, lungo lo spartiacque del Monte
Frontale e del Monte Scalarè, e raggiunge Cima Grappa con scorci e paesaggi
impensabili verso le profonde valli. Dal Santuario della B.V. del Covolo di
Crespano del Grappa (578 m) si segue la strada che sale verso nord, passando
accanto al convitto religioso, fino al bivio dal quale inizia il "Sentiero del
Frontale" (687 m).
Si sale la costa di rado bosco giovane fino a raggiungere la croce del Monte
Frontale (1.010 m). Si prosegue lungo il crinale e per facili roccette ed erti
dossi erbosi si giunge ad un masso che si può aggirare a destra (tratto di corda
d'acciaio). Superato un terrazzo molto panoramico, il crinale si interrompe
bruscamente ed una corda d'acciaio aiuta a scendere i pochi metri di
difficoltà. Si sale in vetta al Monte Scalare (1.248 m) e al Col Formiga (1.489
m), raggiungendo in leggera discesa la piana della C.ra Ardosetta (1.470 m).
Superata la strada asfaltata che sale da Campo Solagna, si prosegue per i
pascoli del Cason d'Ardosa, fino a raggiungere la strada statale e Cima Grappa
(1.775 m). Al termine della strada sorge il Rif. Bassano, ottimo come punto di
sosta e di ristoro.
Visita alla zona monumentale dell'Ossario del Grappa.
Direttori: Luciano Campanaro cell. 338/1381110 - Giorgio Romio AE cell. 349/1605263.
Domenica 04 Novembre
Braciolata di fine stagione escursionistica a FONGARA, presso la casa parrocchiale San Pio X di Vicenza.
PARTENZA: VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT ORE: XX.xx - QUOTA SOCI: €. XX,00
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CAI Valdagno -Corso Italia, 9C 36078
Valdagno (VI) - Tel 0445-407201 © Copyright e mail: Scrivi qui Aggiornato il: 13-01-12 |