Cai Valdagno
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GRUPPO ESCURSIONISTICO "GABRIELE E PAOLO"
PROGRAMMA - ESCURSIONI - 2010
Tre nuovi ingressi "rimpolpano" la Commissione
Escursionismo" 2010 che propone, come di consueto, un nutrito programma secondo
lo slogan "una montagna di attività" che contraddistingue la nostra
Sezione.
Principale novità per il 2010 sono le escursioni
invernali con le ciaspole, novità che risponde alla notevole diffusione che
sta avendo negli ultimi anni questa appagante attività invernale. Altra novità, dopo l’entusiasmante esperienza di
Marettimo 2009, è il Sentiero dei Doganieri di Capo Corso, in Corsica
(Francia). Sarà un mini trekking in due tappe, sempre vista mare, più una
giornata turistica.
Confermate anche le positive esperienze dei corsi
di formazione che in qualche modo ci riguardano, in collaborazione con alcune
Sezioni Vicentine del CAI.
Per il 2010 avremo i seguenti CORSI:
- il 4° corso di meteorologia alpina "Nuvolando...".
presso la Sezione di Marostica;
- il 2° corso sulla flora alpina. presso la Sezione
di Montecchio Maggiore;
- il 2° corso di topografia e orientamento. presso
la Sezione di Valdagno;
- il 2° corso avanzato di escursionismo E2, presso
la Sezione di Arzignano.
Non perdeteli!.. Scriveva Dino Buzzati sul Corriere
della Sera nel 1966:
"Quando uscimmo dal rifugio piovigginava, e
compatti filoni di nubi rivestivano completamente la montagna. Confesso che me
ne rallegrai perché anche il più accanito alpinista si rallegra, in un primo
momento, se il tempo gli impedisce di sfidare il pericolo, salvo poi piangere
lacrime amare per l’occasione perduta".
Il Coordinatore
Sezionale di
Escursionismo
Giorgio Romio
ESCURSIONI INVERNALI CON LE CIASPOLE
Nell’ambito della Commissione Escursionismo un piccolo "comitato" propone come novità per il 2010 alcune uscite sulla neve con le ciaspole (di cui i partecipanti devono essere dotati) su sentieri non pericolosi o esposti e con pendii dolci, quindi aperte a tutti, anche a chi vuol provare per la prima volta. Saranno passeggiate divertenti e "diverse".Per iniziare vengono proposte mete accessibili e non troppo lontane da casa: siamo in inverno, c’è freddo e neve! Se l’iniziativa avrà successo potrà senz’altro essere migliorata.Prima dell’inizio delle escursioni verrà effettuata una serata di presentazione a scopo divulgativo, comprendente brevi nozioni sull’utilizzo delle cispole e sui pericoli della montagna invernale.
Programma:
Legenda simboli
Sabato 29 Maggio - Mercoledì 2 giugno
Sabato 17 - Domenica 18 Luglio
Serata proiezione fotografie.
Prima dell’inizio del programma 2010 viene organizzata, presso la Sede, la consueta serata di proiezione delle fotografie scattate durante le escursioni del 2009.
Lago d’Iseo (BS). Escursione panoramica da Cislano di Zone a Sulzano attraverso l’Antica Strada Valeriana.
PARTENZA: VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT ORE: 6.30 - QUOTA SOCI: €. 18,00
Fin dall’antichità la Strada Valeriana
rappresentava l’unico modo per raggiungere la Valcamonica, fino al Passo del
Tonale, dal Lago d’Iseo. Deve il suo nome al console romano Publio Valerio
Corvo, benché assai più antica.
Dal 2002grazie ad un attento lavoro di recupero
da parte della Comunità Montana del Sebino Bresciano è possibile ripercorrere il
tratto tra Pilzone e Pisogne lungo le stesse rotte delle merci, persone e
pastori che guidavano la transumanza. L’intero percorso è lungo circa 24 km; ne
verranno percorsi circa 14,5. Si cammina su mulattiere tra la vegetazione
mediterranea rivierasca con numerosi uliveti, vigneti e campi coltivati divisi
da muretti di cinta in pietra del luogo, bianca e nera dell’Adamello o grigia
con i calcari della Valcamonica. Si attraversano borghi antichi, ma anche nuovi
insediamenti, sempre con numerose e suggestive viste sul lago. Il percorso è
facile, si cammina quasi sempre tra i 200 – 400 m di quota, in assoluta
tranquillità essendo un itinerario paesaggistico – culturale.
Punto di partenza è il paese di Cislano, frazione di Zone (650 m), dove si possono osservare le singolari piramidi di erosione poste sotto il Monte Guglielmo che costituiscono la Riserva Naturale Piramidi di Zone. Da qui l’itinerario prosegue dopo un saliscendi lungo l’Antica Strada Valeriana (contrassegnata con una "V" nera e gialla). Alla fine di un particolare sentiero con Via Crucis si raggiunge il paese di Colpiano (320 m) e la chiesa di San Pietro, su ampio spiazzo a picco sul lago e splendido panorama.Avvicinandosi sempre di più al Lago d’Iseo, dove la visione di Monte Isola diventa sempre più chiara, attraverso vari borghi si raggiunge il paese di Sulzano (205 m), punto d’arrivo dell’escursione.
Direttori: Laura Montagna e Carla Zanuso.
Lago d’Idro (BS). Da Pieve Vecchia ad Anfo attraverso le creste del Dosso Sassello e il Monte Paghera.
PARTENZA: VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT ORE: 6.30 - QUOTA SOCI: €. 18,00
Il Lago d’Idro è il più piccolo dei tre laghi
bresciani; è stato generato dal grande ghiacciaio che scendeva nelle valli
comprese fra l’Adamello e il Brenta, il cui ritiro ha lasciato questo piccolo
fiordo quasi completamente circondato da montagne comprese fra 1.000 e 1.500
metri di quota.
Da Pieve Vecchia (387 m) attraversata la statale, di fronte alla chiesa, si percorre una stradina a tratti cementata fino al sentiero che si alza rapidamente e con numerosi tornanti, permettendo di guadagnare quota. Il sentiero si apre in cresta conducendo alla prima cima: il Dosso Sassello (1.006 m) da dove si gode un meraviglioso panorama sul lago. Una leggera discesa porta al Monte Canale (975 m) dove si trova un ex roccolo e si gode ancora una stupenda vista sul lago. Con un’ulteriore discesa si raggiunge il Passo di Costa Verde (922 m) dal quale, con un po’ di attenzione, si dovranno salire due semplici camini rocciosi e un ripido tratto guadagnando la larga cresta erbosa che conduce alla cima più alta, il Monte Paghera (1.125 m).Con alcuni saliscendi si raggiunge un passo dal quale si cala nella Val Paghera in fitto bosco che, a tratti, permette di vedere l’abitato di Anfo. Giunti al Torrente del Re e superatolo con incerto guado, si perviene ad Anfo alla chiesetta di S. Petronilla (391 m).
Direttori: Paola Battilana e Antonella Roana.
Verzegnis (UD). Da Sella Chianzutan alle cave del marmo rosso di Verzegnis.
PARTENZA: VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT ORE: 5.30 - QUOTA SOCI: €. 20,00
Siamo nel comune di Verzegnis, in provincia di
Udine, dove per interessamento degli enti locali è stato recuperato e
valorizzato il complesso degli impianti dismessi delle cave di marmo rosso
locale e della via storica per portarli a valle. Il marmo rosso locale è una
delle risorse di questo territorio, la cui estrazione è cominciata in forma
organizzata nei primi anni del novecento fino ad occupare anche 120 operai,
costituendo così una alternativa all’emigrazione del momento. L’attività fu
interrotta nel 1981, mancando allora nuove tecnologie e infrastrutture di
sostegno; fu riaperta da una nuova società nel 1999 dopo la costruzione di un
nuovo collegamento stradale: Ora la cava è denominata Monte Lovinzola.
Da Sella Chianzutan (955 m) per sentiero inizialmente in mezzo a prati, poi boscoso e poi ancora in zona prativa, si arriva alla stazione di partenza della teleferica (1.652 m). Oltrepassata la selletta a quota 1.660 m, si passa sull’altro versante dove si incontrano le rotaie su cui correvano i carrelli trasportatori, raggiungendo la cava di marmo (1.691 m). Salendo al Colle dei Larici (1.779 m) si può vedere dall’alto tutto il sistema e la valle sottostante, in particolare la "lizza" o "lissa", sistema di scivoli su tronchi usato per il trasporto a valle.
Il sentiero di discesa, prima lungo la cresta, poi su ampio sentiero, passa vicino al Rif. Casa Presoldon (1.314 m), giungendo per bosco al punto di partenza a Sella Chianzutan (955 m).
Direttori: Mariuccia Bernar e Ottorino Bernar.
Dolomiti Bellunesi (BL). Traversata dal Passo Duran a Forno di Zoldo attraverso Forcella Moschesin.
PARTENZA: VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT ORE: 06.00 - QUOTA SOCI: €. 20,00
Fin dagli esordi dell’alpinismo molti settori delle
Alpi ebbero sentieri di traversata da rifugio a rifugio e ciò avvenne anche
sulle Dolomiti occidentali e settentrionali, come quelle di Gardena e Sesto,
mentre i gruppi più meridionali rimasero ancora a lungo ignorati, privi di
rifugi e sentieri turistici. Solo a partire dagli anni sessanta del secolo
scorso vennero costruiti anche su questi gruppi i primi rifugi ed aperti i
sentieri di traversata. Nel 1966, in occasione della realizzazione dell’Alta Via
n. 1 delle Dolomiti, fu realizzato il collegamento tra il Passo Duran e la
Casera Moschesin lungo l’intero versante agordino del massiccio del Tamer, fino
ad allora percorso solo da deboli tracce di passaggio lasciate da pastori e
cacciatori. Il sentiero corre oggi alla base delle guglie rocciose, in ambiente
ricco di bellezze naturali. Chi viene per la prima volta in questi luoghi si
stupirà di trovare forme dolomitiche imponenti, con pareti e guglie che non
temono confronto, per bellezza e maestosità, con i gruppi più famosi. A chi
cerca l’ambiente alpino integro e quieto questi luoghi torneranno graditi.
Dal ponte sul Ru di Caleda (1.500 m) si sale nel bosco sul fianco di un vallone che porta a Forcella Dagarei (1.620 m) donde si prosegue fino a sbucare all’aperto su di un costone. Attraversato un avvallamento su macereto si continua attraversando le pendici un po’ accidentate del Castello di Moschesin attraverso una zona caratterizzata da grandi massi. Continuando al margine superiore di una zona di frane si giunge al ripiano di pascolo di Casera Moschesin (1.800 m). Attraversando le pendici meridionali dello Spiz di Moschesin si raggiunge infine l’aperta insellatura alla testata della Val Pramper, denominata Forcella Moschesin (1.940 m) dove sorge una ex casermetta militare.Scendendo a nord lungo la vecchia mulattiera militare, si va a raggiungere la strada forestale della Val Pramper nella conca di pascolo dove sorge la Casera Pramper (1.540 m). Seguendo la lunga strada forestale si raggiunge infine il paese di Forno d\i Zoldo (858 m).
Direttori: Giambattista Bruttomesso e Marcellino Cariolato.
Pale di San Martino (TN). Traversata delle Rocchette dal Passo Cereda a Cant del Gal.
PARTENZA: VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT ORE: 06.00 - QUOTA SOCI: €. 20,00
Questo percorso, che attraversa in prossimità del
crinale sommitale il versante esterno (SE) del Sottogruppo di Val Canali nelle
Pale di San Martino, è a tratti un po’ faticoso, ma di alto interesse
paesaggistico. Il sentiero costituisce una bellissima tappa dell’Alta Via delle
Dolomiti n. 2, l’ultima nelle Pale, ma nel complesso questa propaggine
meridionale è tra le zone meno frequentate dell’intero gruppo. Da tutto l’alto
sentiero si godono magnifiche vedute su importanti gruppi delle Dolomiti
(Schiara, Monti del Sole, Cimonega, Vette Feltrine) nonché sugli sparuti abitati
dell’alta Val del Mis. Singolare è la serie di bizzarri pinnacoli di roccia che
il sentiero attraversa nel suo primo tratto.
Dal Passo Cereda (1.361 m) dapprima per stradina e poi per sentiero si sale rapidamente nel bosco, indi tra folte macchie di cespugli e su pendii prativi fino alla zona dei pinnacoli rocciosi (1.900 m). Sempre ben segnalato il sentiero attraversa con vari saliscendi – ma nel complesso in salita – e con qualche punto un po’ esposto la selva di pinnacoli , raggiungendo una spalla del pendio, poco sotto il Passo Regade. Da qui si prosegue attraverso chine ghiaiose o erbose sotto le pareti del Monte Feltraio, delle Rocchette e di Cima d’Oltro verso un’altra spalla molto pronunciata, giusto al di sotto di Forcella d’Oltro, che si raggiunge rapidamente per erto canalone in ripida salita (2.094 m).Dall’insellatura si cala nel contrapposto Vallon d’Oltro che degrada con miti roccette e per ghiaie. Lasciato il sentiero per il Rif. Treviso si scende ulteriormente fino a confluire in Val Canali, che si percorre fino a Cant del Gal (1.180 m) dove si conclude la traversata.
Direttori: Silvio Todesco e Silvano Zattera.
Sabato 29 Maggio – Mercoledì 2 Giugno
Corsica (Francia). Il Sentiero dei Doganieri di Capo Corso.
Dopo il successo di "Marettimo 2009" proponiamo per
quest’anno un trekking in Corsica, a Capo Corso. Lo chiamano "il dito", ma è "il
Capo": un’isola nell’isola, dove i monti si gettano in mare dando vita ad un
paesaggio variegato e spettacolare. Il Sentiero dei Doganieri percorre tutta la
costa fra Macinaggio e la Marina di Centuri lungo il tracciato che un tempo
veniva utilizzato per controllare le attività clandestine e i commerci con
l’isola di Capraia e l’Elba, la Liguria e la Toscana. Il cammino non lascia mai
il mare, procede per arenili intatti fra cale e macchia mediterranea, in
ambiente punteggiato da torri difensive medievali erette dalle famiglie
feudatarie genovesi in lotta coi Pisani.
Oltre al trekking il soggiorno prevede una giornata "turistica" con la visita alla torre fortificata di Nonza e alle spiagge di Loto e di Saleccia, raggiunte in barca da Saint-Florent. La spiaggia di Saleccia è stata il set del film "Il giorno più lungo" del 1962.
Il viaggio viene effettuato con pulmini per poter agevolmente percorrere le strette strade di Capo Corso; il soggiorno è sempre a Macinaggio, cui si farà ritorno ogni giorno.
Programma di massima:
1° giorno. Viaggio con pulmini fino a Livorno, navigazione in traghetto fino in Corsica, trasferimento a Macinaggio e sistemazione in albergo.
2° giorno. Prima tappa Macinaggio – Barcaggio.
3° giorno. Seconda tappa Barcaggio – Centuri.
4° giorno. Giornata turistica.
5° giorno. Viaggio di ritorno con le stesse modalità dell’andata.
Iscrizioni: inizio febbraio 2010.
Direttori: Giorgio Romio AE e Carla Zanuso.
Gruppo del Duranno (PN). Da Casso ai "Libri di San Daniele".
PARTENZA: VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT ORE: 06.00 - QUOTA SOCI: €. 20,00
La possente mole del Monte Duranno dà il nome al
gruppo nel quale si svolge l’escursione proposta, che gravita sulla frazione di
Casso, in Val Vajont.
I "Libri di San Daniele" sono curiose formazione
rocciose a strati orizzontali, come le pagine di un libro, il cui nome è legato
ad una leggenda locale. Si racconta infatti che un tempo gli abitanti della
Valle del Vajont, forse per non inimicarsi la natura ostile di questi monti (le
cui rocce si narra siano legate da un filo di lana), progettarono di costruire
una chiesetta e dedicarla a San Daniele; ma la chiesetta, non si sa per quale
motivo, non venne mai edificata, così sul posto rimase il "materiale" necessario
alla costruzione, i "libri" appunto, localmente detti "laste de San Denèl".
Dalla S.S. 251 all’altezza della palestra di roccia (780 m) si sale rapidamente per sentiero al paese di Casso (950 m). Superate le case del paese, per sentiero inizialmente boscoso si raggiunge un aperto ghiaione affacciato sulla valle del Piave. Superata una cengia rocciosa un po’ esposta si raggiunge la vasta zona prativa soprastante dalla quale si può vedere la frana del Monte Toc in tutta la sua impressionante estensione. Con pendenza segnatamente più decisa si risale lungamente su ripide zolle erbose fino alla base di un canale detritico, alla sommità del quale si perviene all’intaglio di Forcella Piave (2.000 m), punto tappa per chi non vuole raggiungere i "Libri di San Daniele".
Per ripidissimo e faticoso percorso, parzialmente esposto, si guadagna l’ampio ripiano dove sono collocati i "Libri di San Daniele" (2.150 m circa).
Ritornati a Forcella Piave ci si cala sull’ampio catino sottostante e attraverso i ruderi di alcune casere si fa ritorno al paese di Casso e al punto di partenza sulla S.S. 251 (780 m).
Direttori: Antonella Roana e Giorgio Romio AE.
Escursione intersezionale con C.A.I. di Arzignano.
PARTENZA: VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT ORE: 06.00 - QUOTA SOCI: €. 20,00
Gruppo di Cima d’Asta – Sottogruppo di Rava (TN). Cimon Rava e Cresta del Frate dalla Val di Caldenave.
L’escursione viene riproposta in quanto non
effettuata nel 2009 causa neve.
Il massiccio granitico di Cima d’Asta, con le sue
forme nette e slanciate, si individua facilmente dalle valli che lo circondano;
il profondo solco vallivo del torrente Vanoi lo stacca nettamente dall’allungata
successione di cime costituenti la Catena di Lagorai, nella quale è talvolta
erroneamente compreso. Il nostro itinerario parte da località Tedon, poco sotto
il Rifugio Carlettini, e risale la meravigliosa Val di Caldenave fino a Forcella
Ravetta e al Forzelon di Rava. Qui ci divideremo in due gruppi: il primo
percorrerà la caratteristica Cresta del Frate; il secondo scenderà al
limpidissimo Lago Grande di Rava, dove i gruppi si ricongiungeranno.
Da località Tedon (1.334 m) si imbocca la strada forestale e poi il sentiero che conduce al Ponte di Campivelo. Dopo una zona ricca di pini cembri si giunge sulla soglia prativa della Val di Caldenave, in ambiente bellissimo, raggiungendo Malga Caldenave (1.792 m). Attraversato un pianoro assai riposante percorso da un torrentello, ci si alza nel bosco sboccando ben presto in una vasta apertura sassosa cosparsa di rododendri. Superata faticosamente la ripida pietraia si guadagna l’ampia insellatura di Forcella Ravetta (2.219 m). Con sentiero in quota si costeggia il sottostante Lago Grande di Rava, alzandosi sempre più fino al bellissimo balcone del Forzelon di Rava (2.397 m).
Gruppo A. Raggiunto in breve il Passo del Tombolin (2.388 m) si percorre la Cresta del Frate tra lastroni, camminamenti, tratti rocciosi e curiosi contrafforti, pervenendo a Forcella Fierollo (2.244 m) e calando alla sottostante Malga Rava di Sopra (2.030 m) dove attende il gruppo B.
Gruppo B. Discesa diretta per tracce di sentiero al limpidissimo Lago Grande di Rava (2.125 m) dal quale, per comodo tracciato, si raggiunge Malga Rava di Sopra (2.030 m) dove verrà atteso il gruppo A.
A gruppi riuniti si raggiunge in leggera salita il Lago Grande di Rava (2.125 m) e si risale al sentiero diretto a Forcella Ravetta, ripercorrendo a ritroso l’itinerario di andata fino al punto di partenza in località Tedon (1.334 m).
Direttori: Gruppo A - Silvano Zattera, (Arzignano);
Gruppo B - Carlo Gasparella, (Arzignano).
Gruppo del Catinaccio (TN). Salita alla Roda di Val attraverso le Vie Ferrate del Masarè e della Roda di Vael o sentiero alternativo.
PARTENZA: VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT ORE: 05.30 - QUOTA SOCI: €. 20,00
L’escursione viene riproposta in quanto non
effettuata nel 2008 causa maltempo.
Il gruppo del Catinaccio è un massiccio che fa
parte delle Dolomiti, posto tra la Valle di Tires, la Val d’Ega e la Val di
Fassa. Una delle sue caratteristiche è la colorazione rosata che assume al
tramonto, dovuta alla "dolomia" presente nella roccia. In ladino il fenomeno è
chiamato "enrosadira". E’ uno dei gruppi dolomitici più fotografati e
frequentati, per l’eccezionalità del panorama. Alle ultime propaggini del
Catinaccio si erge la Roda di Vael, che incombe con la sua gialla parete a
strapiombo, alta seicento metri, sul Passo di Costalunga. Dal 1984 è percorsa
dalle ferrate del Masarè e della Roda di Vael, che uniscono, solitamente in
unico percorso, la Punta del Masarè al Passo del Vaiolon.
Gruppo A: Dal Rif. Paolina (2.125 m), raggiunto in seggiovia dai pressi del Passo di Costalunga, si raggiunge agevolmente, in falsopiano, il Rif. Roda di Vael (2.280 m). Da qui ha inizio il sentiero d’attacco che conduce alla Punta del Masarè (2.585 m) dove ha inizio la Via Ferrata del Masarè (difficile). Il percorso è un continuo saliscendi, con diversi passaggi su roccia compatta, sempre assicurati in maniera eccellente, in particolare un salto di roccia e uno stretto crepaccio che si superano in discesa con diverse acrobazie alle corde fisse. Giunti ai piedi della Roda del Diavolo (2.727 m) si scende su un avvallamento ghiaioso, dove inizia la risalita alla Roda di Vael. La Via Ferrata della Roda di Vael (media difficoltà) inizia con la discesa lungo una paretina sporgente fino all’incavo di un ex circo glaciale per poi proseguire, senza particolari difficoltà, fino alla cima della Roda di Vael (2.806 m). Lungo la cresta nord della montagna, la ferrata prosegue in discesa fino a raggiungere il Passo del Vaiolon (2.560 m), un intaglio tra la Roda di Vael e le creste delle Coronelle. Da qui, per ripido ed incerto sentiero, si giunge all’intersezione con l’evidente tracciato che riconduce al Rif. Paolina (2.125 m), dal quale si scende in seggiovia al punto di partenza.
Gruppo B: Dal Rif. A. Fronza alle Coronelle (2.339 m), raggiunto in seggiovia da Malga Frommer, su sentiero panoramico a mezza costa si raggiunge il Rif. Paolina (2.125 m), il monumento Cristomannos e il Rif. Roda di Vael (2.280 m). Il sentiero poi si alza ripido verso il Passo del Vaiolon (2.560 m), con ampio spiazzo panoramico. La discesa al Rif. Paolina avviene come da itinerario del gruppo A, scendendo a piedi, lungo la pista da sci, alla partenza della seggiovia (1.620 m) nei pressi del Passo di Costalunga.
Direttori: Giorgio Romio AE (gruppo A) e Laura Montagna (gruppo B).
Sabato 17 Luglio – Domenica 18 Luglio
Alti Tauri (Austria). Salita al Grossglockner.
PARTENZA: VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT ORE: 06.00 - QUOTA SOCI: €. 115,00
Il "Gran Campanaro", è nella zona centrale del
Parco Nazionale degli Alti Tauri, e con i suoi 3.798 metri di quota è la vetta
più alta dell’Austria, salita per la prima volta nel 1800 e tuttora cima di
grande richiamo per gli alpinisti.
1° giorno. Passando per Lienz e Kals si arriva
a Lunkner Haus (1.948 m). Dal parcheggio si parte a piedi, in direzione nord
lungo il fondovalle della Ködniztal. Raggiunto il Lucknerhütte (2.241 m) si
prosegue fino alla testata della valle dove si trova il Rif. Stüdlhütte (2.802
m). Cena e pernottamento.
2° giorno. Colazione e partenza, seguendo la traccia verso NE in direzione di un colletto (Salzkopf) da cui si scende brevemente al ghiacciaio Ködnitzkees da risalire completamente verso N seguendo qualche segnavia ed ometti e piegando poi verso E una volta giunti sotto la parete S del Grossglockner. Dal ghiacciaio si supera una crepaccia terminale (resti di assi di legno) e si accede alla cresta rocciosa con qualche cavo e fittone di ferro, da risalire completamente fino al Rif. Erzherzog Johann Hütte (o Adlersruhe, "riposo dell’aquila", 3.451 m). Dal Rifugio si segue la traccia verso NW, piegando verso un canale con pendenza fino a 40° da risalire fino al pianoro ghiacciato sommitale. Da qui si segue la cresta rocciosa, con possibilità di ghiaccio, lungo un percorso indicato da segnavia e grossi fittoni di ferro per l’eventuale assicurazione, fino all’anticima Kleinglockner (3.783 m). Si scende un breve intaglio (possibilità di ingorghi con altre comitive) e si arriva per cresta alla vicina croce di vetta del Grossglockner (3.798 m).
Discesa per la stessa via di salita, fino al parcheggio di Lunkner Haus (1.918 m).
L’escursione è limitata ad un massimo di 25 partecipanti, sufficientemente preparati. È necessario l’equipaggiamento da ghiacciaio (corda, imbracatura, ramponi, piccozza, casco).
Direttori: Livio Gollin e Silvio Todesco.
Gruppo del Sorapiss (BL). Traversata da San Vito di Cadore ad Auronzo attraverso Forcella Grande.
PARTENZA: VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT ORE: 05.30 - QUOTA SOCI: €. 20,00
L’escursione è una traversata da San Vito di Cadore
ad Auronzo attraverso la Forcella Grande che divide i gruppi dolomitici del
Sorapiss e delle Marmarole, in un’ambiente di grande interesse paesaggistico,
geologico, geomorfologico, floristico e faunistico. Nella parte finale della
Valle di San Vito, prima della confluenza con la Val d’Ansiei, il sentiero si
inoltra nel bosco demaniale di Somadida (Riserva Naturale Orientata) gestito dal
Corpo Forestale dello Stato.
Dal Rif. Scotter-Palatini (1.580 m), raggiunto in seggiovia, si attraversa una mugheta e per sentiero più ripido e si sale lungo il "Col de chi de Os" alla cui sommità si trova il Rif. San Marco (1.823 m), con ottima vista sulle montagne circostanti, tra le quali si erge, in tutta la sua imponente mole, il Monte Pelmo. Passando sotto le Pales Del Tacon si giunge a Forcella Grande (2.265 m), punto più alto dell’escursione, da dove si gode tutto intorno un panorama davvero superbo. La forcella è dominata dalla vicina Torre Sabbioni, montagna conosciuta dagli alpinisti di tutto il mondo, formata da strati di calcare di Dachstein.
Discesi verso il Cadin del Doge, si imbocca la Valle di San Vito, in qualche tratto molto ripida. Lasciato il bosco di conifere si raggiunge un bosco puro di faggio nella Riserva Naturale Orientata di Somadida, pervenendo per mulattiera al Ponte degli Alberi sull’Ansiei (1.134 m).
Direttori: Rino Castagna e Livio Gollin.
Gruppo Puez-Odle (BZ). Salita e giro del Sass de Putia dal Passo delle Erbe.
PARTENZA: VALDAGNO PALAZZETTO DELLO SPORT ORE: 05.30 - QUOTA SOCI: €. 20,00
Il Sass de Putia, o sasso della Putia, o
Peitlerkofe, è all’interno del Parco Naturale Puez-Odle, nei pressi del Passo
delle Erbe. Raggiunge quota 2.875 m ed è all’incrocio tra la Val Badia e la Val
di Funes. È meta molto ambita e famosa oltre che per il panorama a 360 gradi,
anche per la facile via ferrata che consente di raggiungerla.
Dal Passo delle Erbe (1.987 m) per facile sentiero si aggirano le già visibili pareti verticali della montagna verso Malga Munt de Fornella. Si attraversano i prati di Campaccio e un ghiaione, lasciando a destra il monte Gabler e le piste da sci del Plose. Con ripido sentierino si sale alla Forcella de Putia (2.357 m) dove un bel crocefisso e alcune panchine su ampio spiazzo permettono una breve osta. Da qui i due gruppi si dividono:
Gruppo A: per ripido sentierino si raggiunge la conca dove ha inizio la via ferrata del Sass de Putia (facile). Attrezzato sempre molto bene e con poca esposizione l’itinerario consente di guadagnare il famoso panorama che si gode dalla cima del Sass de Putia (2.875 m). Il ritorno avviene per lo stesso percorso, fin nei pressi di Malga Poz (2.254 m) dove attende il gruppo B.
Gruppo B: su sentiero tranquillo e molto panoramico si raggiunge il Rif. Genova (2.297 m) con ampio prato attrezzato e vasto panorama. Ritorno con leggera deviazione fino alla sottostante Malga Poz (2.254 m) dove verrà atteso il gruppo A.
A gruppi riuniti, in mezzo a prati molto ben curati, malghe e rifugi, su sentiero tranquillo e fiorito, con ampio giro attorno al massiccio del Sass de Putia, attraverso Forcella Goma (2.151 m) e l’omonima malga si fa ritorno al Passo delle Erbe (1.987 m).
Direttori: Silvano Zattera (gruppo A) e Laura Montagna (gruppo B).
Pale di San Martino – Sottogruppo del Focobòn (BL). Traversata da Garès a Falcade attraverso il sentiero attrezzato della Punta dei Mar o sentiero alternativo.
La Punta dei Mar è una verde e nera massa montuosa
che s’eleva tra il Cimon de la Stìa e i Campanili dei Lastèi, conficcando così
nelle chiare dolomie della catena del Focobòn la contrastante dorsale vulcanica
del sottogruppo cui appartiene. La cresta superiore è costituita da una
successione di balze chiamata "scala", tra i precipitosi salti della fascia
intermedia. Questa fiancata veniva un tempo regolarmente falciata ed ognuna di
tali rampe da capogiro portava un nome preciso (il palòn, la pala longa, le pale
della schita, la pala inta e la pala fora…). I "Mar" da cui prende il nome la
montagna sono i covoni di fieno raccolto.
Il nuovo sentiero attrezzato che raggiunge la cima, inaugurato nel 2005, non deturpa la montagna, seguendo un percorso logico. Un percorso dove il cavo metallico è un ausilio nel seguire un percorso già esistente nella montagna e non l’unico mezzo per forare una parete altrimenti inaccessibile.
Da Garès (1.381 m) per strada forestale e sentiero si raggiunge il rinnovato agritur di Malga Stìa (1.785 m). Attraversato il grandioso alpeggio del Pian de la Stìa per ripido sentiero si raggiunge la Forcella della Stìa (2.190 m) dove verranno formati due gruppi.
Gruppo A: Seguendo il vecchio percorso d’accesso alla cima il sentiero attrezzato supera varie balze rocciose, mai con troppa esposizione, supera alcune affilate creste prative (non attrezzate) che vanno percorse con prudenza e raggiunge faticosamente la Punta dei Mar (2.365 m).Raggiunta la base dei Campanili dei Lastèi di Focobòn, si percorre una cengia attrezzata liscia ed esposta facilitata da corde fisse e pioli a sbalzo, raggiungendo un franoso canalino che si percorre in discesa, fino alla congiunzione col sentiero principale. Di qui in breve si raggiunge la Casera Focobòn (1.894 m) dove attende il gruppo B.
Gruppo B: Passati nel grande solco della Valle di Focobòn, per ripido sentiero in discesa si raggiunge l’ampia radura dove è collocata la Casera Focobòn (1.894 m) ora adibita a bivacco.
A gruppi riuniti si scende per il sentiero che percorre tutta la Valle di Focobòn, raggiungendo per mulattiera la frazione Molino di Falcade (1.184 m).
Direttori: Carlo Gasparella (gruppo A) e Marisa Rossato (gruppo B).
Gruppo di Cima d’Asta (TN). Dal Passo del Brocon a Forcella Conte Moro attraverso il "Sentiero dei Fiori".
Il Passo del Brocon delimita a sud la breve catena
delle Cime di Tolvà, facenti parte del gruppo granitico di Cima d’Asta.
Il 2 agosto 1980 il dott. Rino Ballerin di Castello
Tesino, scoprì che sulla trincea del Col della Boia vegetavano moltissime specie
di fiori alpini, alcuni tipici delle Alpi Orientali, e maturò l’idea di creare
un sentiero natura, il "Sentiero dei Fiori" appunto.
Dal Passo del Brocon (1.615 m) si sale per erboso pendio pervenendo sulla cresta, in qualche punto esile e rocciosa, che conduce al punto panoramico del Col della Boia (2.066 m) e cala poi alla sottostante Forcella della Cavallara (1.985 m). Si procede quindi in piano sotto il versante orientale del Palon della Cavallara, poi in discesa, perdendo un centinaio di metri, sotto la Cima Orena, salendo infine al magnifico sito dove sono ubicati i Laghetti di Lastè e il più ampio Lago dell’Aia Tonda (2.020 m). Con alcune curve alla testata del Buàl dell’Acqua si guadagna la pietrosa Forcella Conte Moro (2.275 m) sotto l’omonimo monte.
Il ritorno avviene lungo lo stesso percorso di andata.
Direttori: Antonio Dal Lago e Giuseppina Lora.
Braciolata di fine stagione escursionistica a Malga Pianeti sul Monte Novegno.