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Carissimi
Giancarlo Sardini, Direttore de La Escuela de Alta Montagna " Don
Bosco en Los Andes ", Marina e figlie,
Carissimi ragazzi ormai guide di alta montagna,
Carissimi amici del meraviglioso team della carità di Marcarà,
Vi
ricordo tutti con affetto e nostalgia e porterò sempre con me il
ricordo di quella bellissima estate nella Cordillera Blanca.
Ciò che ci avete insegnato e dato nel vostro cammino di carità,
ragazzi poveri che aiutano altri poveri è importantissimo e molto più
significativo delle "cose" raccolte: il materiale
alpinistico in nostro possesso spesso è superfluo e il denaro non ci
manca.
Ci avete insegnato la carità e nel PROGETTO ADOTTIAMO
UN RIFUGIO, ci avete dato l'opportunità di trovare una forte unità
all'interno delle 14 sezioni vicentine del Club Alpino Italiano. Come
potete intuire le associazioni di volontariato come il CAI possono
crescere, svilupparsi e trovare un senso solo attorno a dei grandi
progetti e VOI, RAGAZZI DELL'OMG, ci avete dato un'enorme opportunità.
Siete riusciti ad unire in una comune opera di solidarietà 9 rifugi
delle Piccole Dolomiti e del Pasubio, avete spinto 42 vicentini a venire
nel lontano Perù per praticare l'alpinismo, ma anche per regalare parte
del loro tempo ai poveri. Ci avete portato ad interessare e legare nella
cordata il CAI centrale e la nostra stampa sociale.
Grazie, cari ragazzi dell'Operazione Mato Grosso.
Ora il progetto ADOTTIAMO UN RIFUGIO si sta allargando in un disegno
ancora più grande: IL RIFUGIO RENATO CASAROTTO ALL'ALPAMAYO, che
sicuramente riuscirà a coinvolgere in un comune cammino di solidarietà
un numero ancora più grande di persone.
GRAZIE ANCHE DI QUESTO.
A presto
Mariano Storti, "gringo eskiador", coordinatore del Progetto
"ADOTTIAMO UN RIFUGIO" per l'Associazione delle sezioni
vicentine del CAI.
DA
COSA NASCE COSA
L'esperienza
fatta lo scorso anno attorno al progetto "Adottiamo un
rifugio" si è evoluta con il consenso e la partecipazione di tutte
le Sezioni Vicentine del CAI, al punto di promuovere un'ulteriore
iniziativa: la costruzione di un rifugio riadattando delle vecchie
baracche abbandonate poste sotto l'Alpamayo e di dedicarlo al compianto alpinista
vicentino Renato
Casarotto.
Il
giorno 8 giugno 2002 i giovani dell'Operazione Mato Grosso hanno
inaugurato il nuovo Rifugio " Don Bosco allo Huascaràn " a
4.650 metri sul livello del mare, ai piedi del Nevado Huascaràn
(6.768), la vetta più alta della Cordillera Blanca in Perù. Più di
3.000 persone tra oratoriani, autorità e gente comune hanno raggiunto,
ovviamente a piedi e dopo 1.700 metri di dislivello, il nuovo rifugio
cui hanno lavorato, scaglionati in vari gruppi, più di tremila giovani,
coordinati da Padre Topio. Alla fine della messa, concelebrata da 12
sacerdoti e in uno scenario eccezionale, Padre Ugo De Censi, il
fondatore dell'Operazione Mato Grosso e padre spirituale di migliaia di
francescani del ventunesimo secolo, ha annunciato e accolto
pubblicamente l'idea dell'Associazione delle Sezioni Vicentine del CAI
affinché si costruisca un nuovo rifugio all'Alpamayo "la montagna
màs bella del mundo". II nuovo rifugio sarà dedicato al grande
alpinista vicentino Renato Casarotto, morto nel 1.986 sul K2.
Renato Casarotto ancora oggi è molto ricordato in Perù per aver
tracciato in 17 giorni di arrampicata solitaria una difficilissima via
sulla Parete nord dello Huascaràn Norte.
Tra la folla dei presenti c'è stato un attimo di smarrimento: come il
solito Padre Ugo ha spiazzato tutti, ma poi si è levato, nell'atmosfera
pura e rarefatta dell’alta quota, un applauso che è arrivato sino al
cielo.
Ringrazio
il Presidente uscente Ennio Maraschin, il nuovo Presidente Francesco
Fiori, Redento Peserico, il Direttore della Scuola di Alpinismo e
Scialpinismo "Sengio Alto" Caio Pellizzari e tutti i soci
della sezione di Valdagno per la particolare generosità dimostrata nel
sostenere il Progetto "ADOTTIAMO UN RIFUGIO": andare sulle
montagne del mondo per dare qualcosa anziché per prendere è molto
bello, ciò che avete donato servirà a dei ragazzi per restare sulle
loro montagne, le Ande meravigliose. tutto ciò che si guadagna nei tre
rifugi della Cordillera Blanca è destinato interamente alla costruzione
di case per i più poveri e per gli anziani.
Concludo
queste brevi note con un sogno ed una proposta: una spedizione
alpinistica della Sezione di Valdagno nella Cordillera Blanca, ci sono
più di 30 cime sopra i 6.000 metri, alcune risultano salite una sola
volta... I ragazzi de La Escuela hanno creato un nuovo trekking di 10/12
giorni che, unendo i diversi rifugi dell'OMG, transita per rovine e città
perdute preincaiche. E' "un viaggio" selvaggio vicino ai 5.000
metri, sotto le grandiose pareti dello Huascaràn, il re della
Cordillera, è un nuovo trekking che scavalca passi ignoti e senza
tracce tra i ghiacciai e scende a pampas verdeggianti....
SUERTE, BUONA FORTUNA….
I1 vostro amico Mariano |